Tragedia al Giro del Portogallo: muore il 19enne Finlay Tarling

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Nel corso dell'ottava tappa una macchina è entrata sul percorso in senso contrario e ha provocato l'incidente

Ciro Scognamiglio

Giornalista

14 agosto - 21:16 - MILANO

Assurdo. Inaccettabile. Non è possibile che una macchina entri nel percorso di una gara professionistica – il Giro del Portogallo – in senso opposto a quello dei corridori. E che ne perda la vita uno in seguito a un incidente drammatico: Finlay Tarling, britannico del Galles (originario di Ffos-y-ffin), 19 anni. Correva per la divisione giovanile della Nsn, la squadra dell’ex calciatore Andrès Iniesta ed era il fratello minore di Joshua, 22, compagno di Filippo Ganna a Netcompany-Ineos e vincitore l’anno scorso di una crono al Giro d’Italia. Non doveva succedere eppure è accaduto, e adesso tutti piangono per la giovane vita di Finlay finita troppo presto. 

La tappa era l’ottava: 167 chilometri da Melgaco a Fafe. Il luogo dell’incidente, approssimativamente, dopo 90, vicino allo sprint intermedio di Ponte de Lima, ad Arcozelo, attorno alle 15.40 locali (le 16.40 in Italia). Secondo quanto riferito dal quotidiano portoghese A Bola, Finlay Tarling avrebbe perso contatto con il gruppo alcuni chilometri prima dell’incidente, e stava recuperando terreno. L’incidente è avvenuto in un tratto in leggera discesa (nel senso di marcia della gara), poco prima di una curva, quando Tarling si è trovato di fronte a un’auto che procedeva in senso contrario, senza riuscire a evitare la collisione frontale. Un veicolo che, evidentemente, non apparteneva a quelli della corsa. La tappa è stata neutralizzata un’ora dopo, quando mancavano poco più di 20 chilometri al traguardo. La decisione è stata presa dalla direzione di gara, una volta accertata la morte di Tarling. Il traguardo è stato tagliato per primi dai compagni di squadra di Finlay, in segno di omaggio. Tra i messaggi di cordoglio, quello del presidente della Repubblica portoghese Antonio Josè Seguro “Finlay Tarling si è spento sulla strada, dedito allo sport che amava e onorava, e la sua morte getta nel lutto il gruppo, la gara e il Paese che lo ospitava. Solidarietà, inoltre, alla direzione del Giro del Portogallo e alla Federazione portoghese di ciclismo, che stanno affrontando uno dei momenti più dolorosi della storia della gara: elogiamo la dignità delle decisioni prese in memoria e nel rispetto dell’atleta”.

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