New York rende omaggio al principe della risata. Dal 16 aprile al 29 agosto l'Italian American Museum di Little Italy ospiterà, Totò and His Naples, una mostra itinerante che coincide con le celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis, nome latino per Napoli.
Al secolo Antonio De Curtis (1898-1967), per milioni di americani di discendenza napoletana, Totò rappresenta la personificazione della loro casa ancestrale, negli Stati Uniti, il comico, attore e poeta napoletano fu soprannominato, Charlie Chaplin of Italy. La mostra a New York esplora il profondo e indissolubile legame tra de Curtis e la sua città, al cinema ne sono esempi film come Miseria e nobiltà e L'oro di Napoli, in poesia, A livella e Napule, tu e io, e si portano alla luce anche aspetti meno conosciuti della sua vita attraverso foto, filmati, costumi e documenti originali.
Totò and His Naples è stata organizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri italiano e l'Istituto Italiano di Cultura a New York. "Totò rappresenta un aspetto fondamentale dell'eredità culturale italiana, in particolare dell'identità napoletana - ha detto Claudio Pagliara, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a New York - per la grande comunità di discendenti napoletani a New York, la sua eredità è estremamente significativa e rappresenta un forte legame tra passato e presente, tra l'Italia e gli Stati Uniti. Totò rappresenta molto più di un attore: è il simbolo vivente di una memoria collettiva, l’incarnazione di un’identità culturale che attraversa oceani e generazioni.
Dopo il grande successo registrato a Napoli al Palazzo Reale, la mostra è approdata a New York: il progetto, a cura di Alessandro Nicosia e Marino Niola, è organizzato e prodotto da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la partecipazione degli Eredi Totò, che hanno contribuito mettendo a disposizione materiali inediti e preziose testimonianze, e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.
La mostra si propone di restituire la complessità del rapporto tra Antonio de Curtis e Napoli: un legame originario e generativo, nel quale si sono formati il suo sguardo, il suo linguaggio comico e quella maschera mutevole e universale che lo ha reso un’icona senza tempo.
Oltre ogni dimensione cronologica, il dialogo tra Totò e la sua città si configura come un patrimonio condiviso: Napoli rivive attraverso il suo interprete più emblematico, mentre Totò trova nella città la matrice profonda della propria identità artistica e umana. Una napoletanità intesa non solo come appartenenza geografica, ma come visione del mondo, sensibilità e cifra espressiva.
“Resto un napoletano con tutti i pregi e i difetti del napoletano. Ogni quindici giorni torno a Napoli per un brevissimo soggiorno, non posso stare più a lungo lontano dalla mia città, la gente di là mi dà il calore della vita. E ogni volta mi commuovo come un bambino”: così l’artista raccontava il suo legame con la città, sottolineandone la dimensione intima e imprescindibile.
Questo rapporto si riflette in tutta la sua produzione: dal teatro – con la Compagnia Stabile Napoletana e le collaborazioni con i fratelli De Filippo – al cinema, con capolavori come Miseria e nobiltà e L’oro di Napoli; dalla poesia, con testi celebri come 'A livella e Napule, tu e io, fino alla musica, con brani come Malafemmena, autentica espressione del lirismo partenopeo. Attraverso fotografie, filmati, costumi di scena, documenti originali e manufatti, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nell’universo artistico di Totò, facendo emergere aspetti meno noti della sua vita e della sua carriera.
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