Torna la violenza nel giorno di Acca Larentia. Meloni: 'Pacificazione'

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Lo spettro degli anni di piombo torna a incombere sulla Capitale nel giorno del ricordo di Acca Larentia, mentre la violenza politica riaffiora in forme diverse ma convergenti. Aggressioni di strada e dei fori di proiettile contro la sede sindacale della Cgil nel quartiere Primavalle della Capitale, commemorazioni segnate da saluti romani e appelli istituzionali alla pacificazione compongono un quadro inquietante che attraversa l'intera giornata del 7 gennaio.

Alla vigilia dell'anniversario, quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti nei pressi di un supermercato all'Alberone, in via Tuscolana, mentre si preparavano ad affiggere manifesti per la commemorazione. Erano circa dieci gli aggressori, incappucciati e armati di spranghe. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza sono ora al vaglio della Digos. Tra gli aggrediti anche i figli di Sabrina Fantauzzi, portavoce del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. "I miei figli e gli amici dei miei figli sono vivi per miracolo", ha scritto sui social. Un racconto che si accompagna a un appello a fermare l'escalation e a riportare il confronto su un terreno democratico. Nette le reazioni politiche del centrodestra e delle istituzioni, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "ricorre oggi il 48esimo anniversario della strage di Acca Larentia", "una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione", ha ricordato Meloni,chiedendo a chiare lettere: "una vera e definitiva pacificazione nazionale" per l'Italia. Un monito rafforzato dall'avvertimento che "quando il dissenso diventa aggressione, quando un'idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre".

Uno striscione affisso per la commemorazione in via Acca Larenzia

 Parole condivise anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha condannato la "vile aggressione" parlando di "odio politico di estrema gravità". Alla commemorazione ufficiale, davanti all'ex sede del Movimento sociale italiano, erano presenti esponenti delle istituzioni e di Fratelli d'Italia. Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, ha acceso il dibattito sui simboli dipinti sul pavimento del patio: "Ma che state dicendo? Ma la croce celtica è simbolo del fascismo? La croce celtica è una croce religiosa cattolica". Mentre la tensione saliva intorno alla commemorazione, un altro episodio ha segnato la giornata. A Primavalle, nella sede della Cgil di Roma e Lazio, sono stati rinvenuti cinque fori di proiettile sulle vetrate e sulle serrande. Un atto intimidatorio definito "gravissimo" dal sindaco Roberto Gualtieri, secondo cui "colpire un'organizzazione sindacale significa colpire uno dei presìdi fondamentali della vita democratica".

Video Acca Larentia, Rocca: 'Ricordiamo vittime barbaramente assassinate'

Solidarietà è arrivata anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che ha parlato di un gesto di "gravità inaudita". Nel pomeriggio, come ogni anno, davanti alla sezione di via Acca Larentia si è consumato il rito dell'estrema destra: il grido "per tutti i camerati caduti", il "presente" ripetuto tre volte e i saluti romani, alla presenza di militanti di CasaPound e del leader di Forza Nuova Roberto Fiore. È in questo contesto che va ricordato cosa rappresenta Acca Larentia. Il 7 gennaio 1978, davanti alla sede del Movimento sociale italiano, furono assassinati Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, militanti del Fronte della Gioventù. Poche ore dopo, durante gli scontri seguiti all'agguato, morì anche Stefano Recchioni. Un episodio che si inserisce nella stagione degli anni di piombo, segnata dal terrorismo nero e rosso e da una spirale di violenza che ha colpito l'intero Paese. Ma mentre i saluti fascisti scandiscono ancora la sera romana, da un balcone si leva una voce solitaria ma netta: "Viva l'Italia antifascista".

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