Il tecnico studia l’assetto di sabato per la Coppa Italia: Ilkhan in ritardo fisico, idea Casadei per la mediana
Gli scenari sono tutti possibili, tutte le soluzioni sono sulla scrivania di Ignazio Abate. In mezzo alle riflessioni un pensiero, però, comincia a prendere sempre più la forma di una certezza: sabato sera il centrocampo non dovrebbe fare a meno di Gvidas Gineitis. Al Filadelfia è tempo di prove di Coppa Italia, e il focus del tecnico e dei suoi collaboratori si sta concentrando sulla regia. Perché se in difesa e in attacco le gerarchie, e le posizioni, appaiono abbastanza consolidate, in conseguenza di quanto visto nel precampionato, la sensazione è che in mezzo al campo i giochi siano aperti. Le priorità di Abate sono note: in regia non cerca muscoli o impatto fisico, ma richiede ai suoi uomini palleggio e precisione tecnica. Sopra ogni valutazione c’è un aspetto che, di questi tempi, ha un peso specifico superiore agli altri: è la condizione fisica. Ed è questo l’aspetto che fa pendere, vistosamente, l’ago dela bilancia dalla parte di Gineitis. Ad Avellino il ventiduenne lituano è stato, di gran lunga, il calciatore più in forma della mediana: è apparso già pronto, tonico, per alcuni tratti della gara già discretamente in versione martello. Ad Abate è piaciuto, “Gine” è rientrato dall’Irpinia lasciando buone sensazioni. Dalla sua gioca pure l’esperienza: perché se è vero che la sua carta d’identità racconta che è pur sempre nato nell’anno 2004, è altrettanto vero che frequenta stabilmente la prima squadra dal dicembre 2021 e che con il Toro, tra Serie A e Coppa Italia, ha collezionato 80 presenze. Un bottino di esperienza che non ha nessun altro calciatore nato nel 2004 nel calcio italiano. Nella prima uscita stagionale che sta per arrivare, sabato nei trentaduesimi di Coppa Italia contro la Carrarese, un posto dovrebbe essere il suo.
Entusiasmo
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Se l’esperienza è un valore, anche l’entusiasmo può dare una spinta in più al centrocampo. In questo momento nessuno come Andrea Luongo aggiunge entusiasmo nel motore granata. Qui scivoliamo sull’altra faccia della medaglia della mediana: perché nel 3-4-2-1 di Abate, a uno dei due centrocampisti centrali sono richieste grandi doti di palleggio. Luongo è stata la bella sorpresa dell’estate del Toro, senza dubbio la storia più affascinante di questi mesi: è un ragazzo napoletano nato nel 2008, doveva prendere parte al ritiro con la Primavera, si è ritrovato invece dal terzo giorno con la prima squadra e non si è più mosso. Abate si è innamorato di lui dopo il primo allenamento e gli ha dato una maglia da titolare per sei amichevoli su sei. Anche dopo l’arrivo dell’olandese Fitz-Jim (qui la sua fanta scheda), Luongo ha continuato a essere preferito giocando sempre buone partite con spiccata personalità. Adesso il volante del Toro per la serata di Coppa Italia è conteso proprio da Luongo e da Fitz-Jim che il club ha acquistato appositamente per alzare la cifra tecnica del palleggio. Più indietro nelle valutazioni di Abate pare esserci il turco Ilkhan, ma per una questione legata strettamente alla condizione atletica: Ilkhan si è fermato nei primi giorni del ritiro a causa di un sovraccarico, è tornato da una settimana ad allenarsi con i compagni e ha giocato la prima amichevole ad Avellino subentrando nella ripresa. Non ha il ritmo per partire dall’inizio. Occhio però all’idea Casadei: non solo sulla trequarti, Abate pensa a lui anche come mediano nei due.








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