Thunder, che fare dopo la finale persa? Holmgren guadagna troppo, Dort il dubbio

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San Antonio Spurs guard De'aaron Fox (4) cases down a loose ball between Oklahoma City Thunder guard Luguentz Dort (5) and guard Shai Gilgeous-Alexander (2) in the second half of Game 7 of the Western Conference finals of the NBA basketball playoffs series Saturday, May 30, 2026, in Oklahoma City. (AP Photo/Nate Billings)    Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Limiti di personalità e contratti troppo lunghi: i dubbi dell'estate di Oklahoma City dopo la resa ai playoff contro gli Spurs

Riccardo Pratesi

Collaboratore

31 maggio - 18:25 - MILANO

“Sono stati la squadra migliore, stavolta”. I playoff di Oklahoma City sono finiti così, con l’ammissione onesta di Shai Gilgeous-Alexander, il loro miglior giocatore, l’Mvp Nba del 2026, dopo la sconfitta di Gara 7 nella finale dell’Ovest. Tutto vero, nel senso che San Antonio aveva già sconfitto quattro volte su cinque i Thunder in stagione regolare e li ha battuti a domicilio, in Oklahoma, quando contava di più, alla “bella”. Però le aspettative erano diverse e più ambiziose. Di titolo, per il secondo anno di fila, a maggior ragione dopo il doppio 4-0 rifilato a Phoenix e Los Angeles Lakers ai primi due turni di playoff. E invece si è fatto tardi presto, d’improvviso. I Thunder vanno in vacanza e avranno davanti un’estate di domande scomode a cui rispondere, a partire dalla legittimità dei contratti a lungo termine fatti firmare a Chet Holmgren e Jalen Williams, per continuare con il futuro prossimo di Lu Dort e Isaiah Hartenstein, entrambi in scadenza di contratto. Rifirmarli o lasciarli partire? 

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