Nata nel 1992 a Monastier di Treviso, Texa è diventata una delle realtà italiane più rappresentative e innovative dell’industria automobilistica. Leader nella diagnostica multimarca e nelle tecnologie per l’assistenza, ha costruito la propria crescita senza delocalizzare, mantenendo in Italia produzione, know-how e centro decisionale. Oggi guarda anche alla mobilità elettrica con la divisione e-Powertrain, confermando una vocazione industriale che unisce ricerca, sviluppo e radicamento sul territorio. Un modello di eccellenza italiana capace di competere nel mondo
Valerio Boni
1 aprile - 16:11 - MILANO
Nata nel 1992 da un’intuizione di Bruno Vianello, Texa è una di quelle aziende che evidenziano quanto l’industria automobilistica italiana non coincida soltanto con i marchi più celebri rivolti al grande pubblico, ma viva anche grazie a un tessuto industriale capace di progettare tecnologie decisive per il presente e per il futuro della mobilità. La società con sede a Monastier di Treviso si è affermata come una delle principali realtà nel campo degli strumenti diagnostici multimarca, degli analizzatori dei gas di scarico, delle stazioni per la manutenzione dell’aria condizionata e dei dispositivi di telediagnosi destinati ad auto, moto, camion, imbarcazioni e mezzi agricoli. Un percorso coerente con lo spirito del premio “Top 50 Eccellenze Automotive” di Gazzetta Motori, che seleziona aziende italiane in base a parametri economico-finanziari certificati nel triennio 2022-2024.
intuizione giusta al momento giusto
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Alla base della storia di Texa c’è la capacità di leggere in anticipo una svolta tecnica che avrebbe cambiato il lavoro nelle officine. Quando l’elettronica ha iniziato a entrare in modo sempre più massiccio nei veicoli, Bruno Vianello ha capito che i meccanici avrebbero avuto bisogno di strumenti nuovi per dialogare con le centraline e interpretare sistemi sempre più complessi. Da lì è iniziato un percorso industriale che, partendo da una piccola realtà con una decina di collaboratori, ha portato l’azienda a produrre milioni di dispositivi e a costruire una reputazione internazionale. Oggi Texa opera su tre linee di business: Garage Equipment, Telemobility ed e-Powertrain, mantenendo nella diagnostica il suo nucleo storico, ma con un proprio raggio d’azione sempre più ampio.
Made in Italy come scelta
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Uno dei punti caratterizzanti del modello Texa è la volontà di tenere in Italia il cuore dell’attività. L’azienda sottolinea di progettare e costruire i propri prodotti nello stabilimento di Monastier di Treviso, e di avere evitato la delocalizzazione. Considerandola non una rinuncia romantica, ma una precisa scelta industriale legata al controllo del know-how, alla qualità e alla capacità di seguire in casa tutte le fasi, dall’ideazione alla produzione, passando per design, ingegnerizzazione, test, controllo e manualistica. È un elemento che pesa molto: in un settore spesso segnato da spostamenti produttivi e catene globali frammentate, Texa si presenta come un’azienda che ha deciso di crescere restando saldamente ancorata al territorio.
I numeri della crescita
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La dimensione raggiunta da Texa aiuta a capire perché l’azienda rientri a pieno titolo tra le eccellenze dell’automotive italiano. Nel company profile 2026 risultano 1.048 addetti complessivi, di cui 802 in Italia e 246 nelle filiali estere, con dati aggiornati a marzo 2025. Sul fronte economico, il fatturato netto indicato nei materiali aziendali mostra una crescita da 183,7 milioni di euro nel 2022 a 191,2 milioni nel 2023, con una previsione di 204,5 milioni per il 2025. L’Ebitda passa da 33,8 milioni nel 2022 a 36,6 milioni nel 2023, mentre nel 2024 il mercato è ripartito tra 42,8% Italia, 30,8% Unione europea e 26,4% extra-Ue. Sono numeri che raccontano una realtà ormai matura, ma ancora in fase di espansione.
rete globale, radici venete
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Pur mantenendo il baricentro produttivo in Veneto, Texa ha costruito negli anni una presenza internazionale molto estesa. Sono state aperte filiali in Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Spagna e Stati Uniti, oltre a una rete di oltre 800 distributori ufficiali nel resto del mondo. È la dimostrazione di come si possa essere profondamente italiani, nella proprietà e nella cultura industriale, ma al tempo stesso perfettamente competitivi sui mercati internazionali. Non è solo una questione commerciale, è la prova che un’impresa nata per risolvere problemi concreti nelle officine ha saputo trasformare una competenza specialistica in un linguaggio tecnologico riconosciuto a livello globale.
Ricerca, persone, competenze
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A rendere credibile questa crescita non ci sono soltanto i ricavi, ma anche il peso attribuito alla ricerca e alla formazione. Texa parla di oltre 1.000 dipendenti e di 300 tra ingegneri e specialisti impegnati nella ricerca e sviluppo. Il quartier generale di Monastier, 36.000 metri quadrati coperti su oltre 104.000 complessivi, è stato concepito non come semplice sede produttiva, ma come spazio capace di esprimere una precisa filosofia aziendale. Al punto che Bruno Vianello ha sostituito la parola "dipendenti" con "appartenenti", per sottolineare il coinvolgimento delle persone nel progetto comune. Un’impostazione che trova riscontro anche nella presenza di spazi condivisi e nella scelta di costruire un ambiente di lavoro riconoscibile e identitario.
Dalla diagnostica all’e-powertrain
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Il passaggio forse più interessante della storia recente di Texa è però quello che la porta oltre il ruolo di specialista della diagnostica. Nel 2018 è nata la divisione e-Powertrain, dedicata allo sviluppo e alla produzione di inverter, vehicle control unit e motori elettrici per mezzi ibridi ed elettrici ad alte prestazioni. La business unit opera tra Torino e Bologna per le attività di ricerca e sviluppo hardware e software, mentre a Monastier si concentrano ingegneria meccanica ed elettromeccanica, test qualitativi e gestione operativa. Sempre a Monastier è stato realizzato uno stabilimento dedicato di oltre 24.000 metri quadrati. E nella lista di clienti citati nei materiali aziendali, compare anche Lamborghini. È un’evoluzione che cambia la percezione del gruppo, non più soltanto fornitore di tecnologie per l’assistenza, ma protagonista diretto anche della nuova mobilità.
Un’azienda che continua a investire
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Il radicamento sul territorio non significa immobilismo. Nel marzo 2024 sono iniziati i lavori di ampliamento della sede, con ulteriori 30.000 metri quadri dedicati alla produzione di soluzioni per officine indipendenti e case costruttrici. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, il nuovo impianto è già attivo e arriverà a pieno compimento nel 2026. Anche questo dettaglio racconta il momento di Texa, un gruppo che continua a consolidare la propria base storica, mentre apre nuovi fronti tecnologici. Non si tratta quindi di una crescita episodica, ma di una traiettoria di sviluppo che prova a tenere insieme manifattura, elettronica, software e capacità industriale.
il valore del sistema
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La storia di Texa è accompagnata anche da una lunga serie di premi legati a innovazione, tecnologia e commercio internazionale. Tra i riconoscimenti più recenti spiccano la nomina di Bruno Vianello a Cavaliere del Lavoro nel 2023 e il Group Award Volkswagen "Local Hero" del 2024, che colloca Texa tra i migliori dieci fornitori al mondo del gruppo tedesco. A questi si aggiunge il valore del progetto TexaEdu, attivo dal 2004 in 62 istituti professionali italiani, pensato per formare i futuri meccatronici attraverso corsi, materiali e strumenti forniti gratuitamente. È un aspetto che merita attenzione, perché amplia il concetto stesso di eccellenza. Non solo risultati economici e prodotto, ma anche contributo alla costruzione delle competenze di filiera.
Il senso dell’eccellenza
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Nel panorama dell’automotive italiano, Texa rappresenta una categoria di imprese meno visibili al grande pubblico rispetto ai costruttori più famosi, ma decisive per tenuta industriale, innovazione e competitività del sistema Paese. La sua storia mette insieme intuizione imprenditoriale, specializzazione tecnica, crescita internazionale e una scelta netta a favore della produzione in Italia. È proprio questa combinazione a renderla coerente con il profilo delle aziende selezionate da Gazzetta Motori per il premio Top 50 Eccellenze Automotive: realtà capaci di distinguersi non soltanto per i risultati economici, ma per il ruolo concreto nello sviluppo del comparto.








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