L'azzurro ha cominciato a gareggiare nella distanza più lunga nel 2024. Micol Majori, bronzo nei 5000, è la fidanzata e il coach Baldini che tifa in tv
Vincere la medaglia d’argento agli Europei alla terza maratona della propria vita: è successo a Pietro Riva, 29enne di Alba (Cuneo), che a Birmingham ha chiuso al secondo posto i 42,195 chilometri tra le vie della città in 2h09’18’’ alle spalle del tedesco Amanal Petros (2h09’11’’, record dei campionati). Una volta capito che Petros ne aveva di più, Riva ha gestito bene la situazione alle spalle dell’uomo in fuga e ha poi regolato in volata il gruppetto degli inseguitori, su tutti l’israeliano Gashau Ayale medaglia di bronzo (2h09’21’’).
fiamme oro
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Cognome da goleador, Riva faceva invece il terzino nell’Albese (la squadra di calcio della sua città) prima di abbandonare il pallone e passare all’atletica a 12 anni, nel 2009. Il suo primo allenatore è stato Alessandro Perrone. Tesserato per le Fiamme Oro, è arrivato alla maratona seguendo la classica traiettoria della corsa campestre, del mezzofondo e della mezza maratona, specialità in cui ha vinto la medaglia d’argento agli Europei di Roma 2024 (1h01’04’’) alle spalle di un altro italiano, Yeman Crippa.
la prima maratona
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Il primo “lungo” ufficiale lo ha disputato il 1° dicembre 2024, la maratona di Valencia, chiusa al 23° posto in 2h07’37’’, il miglior esordio di sempre per un italiano sulla distanza. Dopo non aver corso maratone nel 2025 (a maggio è stato operato al tendine d’Achille, un po’ come la triplista italiana Dariya Derkach che ha vinto l’oro europeo dopo essere finita tre volte sotto i ferri nella stessa stagione e per lo stesso motivo), Riva si è rivisto il 12 aprile 2026 a Rotterdam, 8° in 2h06’46’’, quarto miglior tempo nazionale all-time. Il record italiano appartiene a Iliass Aouani (2h04’26’’), realizzato il 1° marzo 2026 durante la maratona di Tokyo.
baldini allenatore vincente
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Dal 2020 Riva si allena a Rubiera (Reggio Emilia) con il campione olimpico di Atene 2004 Stefano Baldini, che nella sua carriera ha conquistato anche due ori europei (Budapest 1998 e Göteborg 2006) e due bronzi mondiali (Edmonton 2001 e Parigi 2003). Baldini in questi giorni sta commentando gli Europei di Birmingham per Sky e si era particolarmente emozionato per la medaglia di bronzo nei 5.000 metri femminili di Micol Majori, un’altra sua atleta, nella gara vinta da Nadia Battocletti. “Significa che sono un buon allenatore”, aveva detto ridendo. Dopo la sua maratona, intervistato proprio da Sky, anche Riva ha fatto una simpatica allusione al doppio ruolo di Baldini: “Quando mancavano 6-7 chilometri mi giravo per vedere quanti eravamo nel gruppo, chi c’era e chi mancava, e dentro di me stavo già pensando che probabilmente in telecronaca qualcuno si stava arrabbiando per questa cosa. Però è un po’ un mio vizio”. Riva ha anche aggiunto che la maratona gli piace perché “correndo su strada c’è una componente mentale diversa dalla pista che mi aiuta molto”.
medaglia in coppia
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Riva e Majori sono anche fidanzati: torneranno a casa insieme con una doppia medaglia europea come Andrea Barnaba ed Elisa Cosetti, entrambi argento nei tuffi dalle grandi altezze la settimana scorsa agli Europei degli sport acquatici di Parigi. A Rubiera Baldini ha messo in piedi un vero e proprio centro del mezzofondo e della maratona italiano, la “casa degli atleti”, e in Emilia si allenano tra gli altri anche Joao Bussotti (convocato ai Mondiali di Budapest 2023 e Tokyo 2025), Sara Nestola (quattro medaglie agli Europei tra strada e cross) e Francesco Guerra (argento nei 10.000 metri agli Europei under 23 di Espoo 2023). Ludovica Cavalli, in finale domenica sera nei 1.500 metri femminili, è stata seguita da Baldini a Rubiera tra la fine del 2022 e il 2025.
l'idolo meucci
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Il padre di Pietro Riva, Pierluigi, giocava a calcio nelle giovanili del Torino e ha un personale di 2h46’ nella maratona, da amatore. Nel tempo libero Riva ama leggere: libri sull’allenamento nell’atletica, romanzi storici e gialli. Come ha rivelato dopo l’argento di Birmingham, il suo idolo è da sempre Daniele Meucci, maratoneta italiano campione d’Europa a Zurigo 2014. “Mi ricordo quando lo vedevo in tv che vinceva gli Europei - ha detto - Io non ce l’ho ancora fatta, ma lui è sempre stato il mio modello”. A 40 anni Meucci potrebbe aver corso la sua ultima maratona internazionale (“Questa credo sia stata la mia ultima gara”, le sue parole a Sky), ma intanto l’Italia ha trovato un suo degno erede.










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