Calano gli stoccaggi di gas in
Germania, che a metà agosto si mantiene ancora sotto al 48%,
mentre l'Ue supera il 59% e l'Italia sfiora il 78%. Secondo i
dati di Gas Infrastructure Europe, l'associazione che riunisce i
gestori delle reti di trasporto europee, nella giornata di ieri
le scorte tedesche sono addirittura diminuite dello 0,9%,
portandosi al 47,28% a 116,52 Twh, contro il 65,45% a 161,44
TWh, di un anno fa. Una circostanza che ha fatto arretrare dello
0,01% le scorte europee, scese al 59,32% a 670,43 TWh, contro il
72,64% a 820,99 TWh di un anno fa.
Diverso il discorso per l'Italia, che ha aumentato le
iniezioni di gas dello 0,03%, portandosi al 77,96% a 158,58
TWh, contro l'83,77% a 170,42 TWh di un anno fa. Recentemente
l'amministratore delegato di Snam Agostino Scornajenchi ha
confermato che il gruppo è in grado di "assicurare fin da ora"
l'obiettivo di chiudere la stagione degli stoccaggi il prossimo
31 ottobre con "almeno il 90% della capacità massima".
Interpellato sullo stesso argomento, l'amministratore
delegato di Uniper Michael Lewis, che gestisce il 25% della
capacità di stoccaggio della Germania, ha affermato che il paese
"può ancora raggiungere l'obiettivo del 70% entro il 1
novembre", nonostante oggi sia fermo a "circa il 48%". Per
farlo, però, secondo il manager, servono "prezzi di mercato che
incentivino gli stoccaggi".
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2 giorni fa
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