Spalletti vuole una Juve che sfrutti tutto il campo? In un "metro in più" può crearsi la magia

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Chi ama il gioco, ha un infantile bisogno di spazio, di guadagnare metri: è cosa propria dei bambini, ma da cui i grandi del pallone hanno tanto da cogliere

Luigi Garlando

Giornalista

15 gennaio 2026 (modifica alle 07:12) - MILANO

Luciano Spalletti ha espresso una curiosa raccomandazione: "Juve, fai come la Ferrari". Ma come? Se arriva quinta come Leclerc, resta fuori dalla Champions. Intendeva: "Sfrutta tutti i centimetri di campo, come un’auto di F.1 sfrutta tutta la pista, compresi i cordoli". Chi ama il gioco, ha questo bisogno infantile di spazio: i bambini più ne hanno, più si divertono. Arrigo Sacchi, dopo ogni partita dell’Inter del Trap, trovava il campo più stretto e doveva far spostare le linee laterali, come ha fatto Cesc Fabregas, cresciuto nella Masia del Barcellona, che è il Paese dei Balocchi del calcio. Ha allargato di un metro il prato di Como, che ne misurava 66, per tendere ai 68 del Camp Nou, dove Pep palleggiava anche sui cordoli. Max Allegri, avversario di oggi, dice che non cambia nulla, anche se il suo blocco basso abita preferibilmente spazi stretti. 

Ognuno gioca il calcio che crede. Nessuno ha vinto più scudetti di Trap (7) e Max (6). Ma è forte la curiosità di scoprire quanta bellezza sia nascosta in quel metro in più. È così anche nella vita. Posto di lavoro sicuro che garantisce futuro: ok. Ma quella proposta a sorpresa, rischiosa, è più vicina ai tuoi sogni. Allarga il campo. Sono troppi 60 anni per imparare il violino che ami da una vita? Hai già il padel, il cinema, la famiglia… Aggiungi un metro. Quest’estate la solita Ibiza? Perché non un ristorante vietnamita o un romanzo giapponese? Allarga il campo e le tue visioni. Hai paura della nuova passione che ti sta bussando al cuore? Non fare blocco basso, attacca come gli esterni di Cesc. La felicità balla sui cordoli.

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