Spalletti sta allenando per l'anno prossimo? Ha già scelto chi è da Juve e chi no

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Dopo l'uscita dalla Champions League, al netto di infortuni e squalifiche, il tecnico bianconero ha fatto scelte nette, definendo con due mesi d'anticipo il gruppo dal quale ripartirà nella prossima stagione

Fabio Russo

Giornalista

13 aprile - 12:32 - MILANO

Il presente è ancora tutto da conquistare, ma lo sguardo di Luciano Spalletti sembra già proiettato verso il futuro. Non solo per il rinnovo biennale di contratto ufficializzato nei giorni scorsi e l'investitura ricevuta da John Elkann di uomo a cui affidare il ritorno della Juve alla lotta per la vittoria dello scudetto. C'è uno spartiacque netto nella percezione spallettiana del finale di stagione bianconero: la partita pareggiata in rimonta in casa della Roma dello scorso 1 marzo. Ovvero l'ultima del ciclo di gare ogni tre giorni disputate tra Serie A, Coppa Italia e Champions League. Da quel momento in poi, al netto di infortuni e squalifiche, il tecnico juventino ha fatto scelte nette, lanciando messaggi chiari su chi siano i calciatori sui quali ricostruire la sua Juve. 

su chi punta spalletti per la prossima juve

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Tolti i portieri, Spalletti nell'ultimo mese ha utilizzato stabilmente appena 13 giocatori di movimento: Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso, Locatelli, Thuram, Koopmeiners, Miretti, Conceicao, McKennie, Yildiz, Boga e David. Il caso del canadese, però, è particolare, considerato che, se non fosse intervenuto l'infortunio di Vlahovic, molto probabilmente il serbo gli sarebbe stato davanti nelle gerarchie. Nella testa dell'allenatore della Juve, insomma, questa (con il 9 al posto del 30) è l'ossatura da cui ripartire nella prossima stagione, compatibilmente con il sacrificio di un big tra Thuram, Kalulu e Cambiaso che potrebbe essere necessario in caso di mancata qualificazione alla Champions League e con qualche riserva sull'olandese ex Atalanta, mai veramente tornato ai fasti del passato. Tutti gli altri sembrano fuori. E la separazione pare arrivata con qualche mese di anticipo.

juve, i bocciati di spalletti

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Il messaggio che arriva dal campo è chiarissimo: a tutti gli altri calciatori della rosa, nelle ultime 5 uscite Spalletti ha riservato solo le briciole. Il caso più clamoroso è quello di Lois Openda, che, paradossalmente, da ieri pomeriggio è ufficialmente un giocatore a titolo definitivo della Juve, complice il decimo posto matematicamente raggiunto dai bianconeri (condizione che faceva scattare l'obbligo di riscatto dal Lipsia per 40,6 milioni): il belga ha trascorso gli ultimi 450 minuti di campionato in panchina. Stesso destino per Juan Cabal, che non ha più giocato un minuto dopo l'espulsione di Istanbul contro il Galatasaray e che sarà ormai indisponibile fino al termine della stagione a causa di un problema muscolare, e per Adzic, attualmente out per un infortunio alla caviglia, ma comunque ormai fuori da tempo dalle rotazioni. Poco meglio è andata a Zhegrova (2' contro il Sassuolo), ormai individuato come calciatore utile solo in caso di necessità di assalto finale, e a Kostic, impiegato per 19 minuti da inizio marzo ad oggi. Diverso è il discorso di Gatti, sul cui minutaggio complessivo (76' nelle ultime 5 gare) pesa parecchio il primo tempo giocato da titolare contro il Pisa. Sui generis, infine, i casi di Milik e Holm: per il primo, dopo due anni di assenza, già 34' in campo sembrano un grande traguardo; per il secondo, nonostante l'ottima prova di Bergamo, rischio infortuni e riscatto alto rendono il suo destino abbastanza incerto. Insomma, nonostante il presente sia ben indirizzato, ma non ancora certo, Spalletti ha già iniziato a costruire la sua Juve del futuro.

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