Soudassi, staffettista d'oro: "Ho battuto in spiaggia due ragazzi che facevano atletica. E da lì..."

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Il 19enne Momo, arrivato dal Marocco in Sicilia da neonato, è il quinto italiano di tutti i tempi sui 400 in 45”10. Tutto è nato per caso tre anni fa

18 agosto - 11:50 - BIRMINGHAM (INGHILTERRA)

E pensare che il 3 aprile, a Catania, la 4x400 maschile aveva fallito l’ultimo, estremo tentativo per essere tra le 24 Nazionali ammesse alle World Relays del mese successivo a Gaborone, in Botswana. Sarebbe servito correre in 3’03”07. Una formazione largamente rimaneggiata - col solo Lorenzo Benati tra coloro che hanno poi vinto il titolo europeo a Birmingham - non fece meglio di 3’04”68. Con in palio 12 pass diretti per i Mondiali di Pechino 2027 (su 16 totali), in Africa per la specialità sono poi andati 9 Paesi europei: non l’Italia. Ma gli azzurri, quattro mesi e mezzo più tardi, si ritrovano padroni del Vecchio Continente. In batteria hanno corso in 2’58”10, record italiano migliorato dopo 5 anni e della rassegna dopo 26. In finale, con 2’59”16 e un ultimo rettilineo non per deboli di cuore, hanno battuto la Gran Bretagna di 3/100, consentendo sul filo di lana alla squadra azzurra di imporsi nel medagliere. E di compiere un passo decisivo verso Pechino. 

In spiaggia

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 Una vera impresa, firmata nell’ordine da Edo Scotti, Luca Sito, Mohamed “Momo” Soudassi e, appunto, Benati, decisivo nel respingere l’attacco del britannico Charly Dobson, uno da 44”14 sui 400, oro a Monaco di Baviera 2022 e argento a Roma 2024. Ma se lui, Scotti e Sito sono atleti noti, Soudassi è sbucato praticamente dal nulla. Il ragazzo siciliano di origini marocchine, arrivato in Italia da neonato, non ha nemmeno 20 anni: li compirà in novembre. Ed è il miglior simbolo della nuova Italia dell’atletica, quella “emersa” dopo i cinque ori dei Giochi di Tokyo 2021. "Allora - ha raccontato Momo, elettrizzato, nella dolce notte di Birmingham, quando in zona mista era ormai rimasto solo il quartetto tricolore - non facevo niente. Anzi, studiavo. Con l’atletica ho cominciato per caso nel 2023, tardi rispetto alla media. Un giorno, in spiaggia, ho sfidato due amici che la praticavano, robe da ragazzi. E li ho battuti. Così mi è venuta voglia di provare. Sono andato al campo, non conoscevo nessuno, ma mi sono divertito. E ci sono tornato". 

Il botto

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 Diplomato al liceo scientifico e ora studente universitario in Scienze politiche, Soudassi vive ad Avola e, avviato alla disciplina da Carmelo Accaputo e Tonino Nastasi, si allena a Siracusa col gruppo seguito da Pasquale Aparo. Comprende, tra gli altri, il finanziere Simone Gili­berto, altro 19enne quattrocentista di belle speranze. Momo, nella crescita sportiva, è stato interrotto da un paio di guai non indifferenti. L’estate scorsa è stato operato per aderenze intestinali, poi in gennaio ha subito una frattura scomposta al quinto metatarso del piede destro. Tutto ciò, pochi mesi dopo, non gli ha impedito di sorprendere lo stesso. L’11 luglio, ai campionati italiani under 23 di Molfetta, con un progresso in una volta sola di 1”16, sul giro di pista è esploso in 45”10, quinto italiano di tutti i tempi e secondo di categoria. "All’inizio - ricorda il portacolori della Enterprise Sport & Service - dopo pochi mesi di attività mi sono subito buttato in gara. Ma con un 12”5 sui 100 e un 24”5 sui 200, nulla di significativo. Sono stato sul punto di mollare tutto. Poi, pian piano, ho cominciato a migliorare e ci ho preso gusto. Ora mi alleno sei-sette volte alla settimana e i miei compagni, spingendomi, mi aiutano a crescere. Fino a quel 45”10 e a questa magnifica esperienza di Birmingham, che non pensavo certo di poter fare e chissà se riuscirò mai a replicare. Mi sembra di vivere un sogno: un finale così era inimmaginabile. Battere i britannici a casa loro, regalando alla squadra il successo nel medagliere è stato esaltante. Ho corso una buona frazione, senza imballarmi e il cambio con Sito è stato perfetto". 

piedi

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Di lui (65 kg per 180 cm) colpisce il modo di camminare e di correre. Tutto in punta di piedi, con un’elasticità fuori dall’ordinario. Gli servirà molta prevenzione per non correre il rischio di infortunarsi. E c’è chi già, con quell’incedere, lo vede proiettato verso un futuro da ottocentista. All’Alexander Stadium, è sceso in pista tre volte: nella prima frazione della finale della 4x400 mista finita sesta (45”9 dai blocchi), nella semifinale da record di quella di genere (44”8 lanciato) e nella finale da oro (44”6). E dire che, con l’aeroporto di Catania chiuso per le eruzioni dell’Etna, il viaggio in Inghilterra, non era cominciato sotto i migliori auspici... È finito ieri, con in braccio il fratellino, accolto dai concittadini di Avola, sindaco in testa.

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