Mbappé, Haaland, Messi e Kane hanno acceso il Mondiale. Ma il torneo non vive soltanto dei suoi fuoriclasse: da Vozinha ad Abunada, quelli che sfidano i pronostici
Nel giro di poche ore, Mbappé e Haaland hanno segnato 2 gol, Messi 3. Tre deflagrazioni ravvicinate, tre inviti al quarto amico al bar: Cristiano Ronaldo, in viaggio verso la millesima rete. Se dobbiamo immaginarci un Monte Rushmore del gol, tipo quello con i volti scolpiti di quattro Presidenti americani (George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt), non si scappa: Messi, CR7, Mbappé e Haaland. Ieri sembrava scontato che il portoghese si allineasse ai colleghi tra le rocce delle Black Hills, nel Sud Dakota, anche perché questo Mondiale hollywoodiano, pasticciato, ha un disperato bisogno di eroi. E invece Cristiano ha steccato e l’ambizioso Portogallo si è schiantato contro il blocco basso e l’orgoglio della Repubblica Democratica del Congo.
Per il Goat di Funchal: 90’ di smorfie sofferte, come se avesse le scarpe strette, lontano dalla palla e da un portiere di nome Lionel (guarda un po’…). Stritolato dal paragone con la Pulce. Tra le rocce, è stato scolpito il volto di Harry Kane, 2 gol al debutto, come Mbappé e Haaland. Non ha la stessa aura, ma si è aggiunto ai quattro, come non era riuscito a J.F. Kennedy. Ma intravediamo un altro Monte Rushmore, con i volti sconosciuti di Vozinha, portiere di Capo Verde che ha fermato la Spagna; di Mahmud Abunada, guardiano che ha protetto il primo storico punto mondiale del Qatar; di Saibari e Wissa che hanno segnato gol storici per Marocco e Congo. La montagna di altri eroi. Le Black Hills erano terre Sioux strappate dall’Uomo Bianco. Lo spirito di Alce Nera anima ancora i guerriglieri che si ribellano ai pronostici.










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