una foto una storia
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Una squadra già in vacanza, un tecnico che sceglie il colore della carta da parati, una telefonata: "Ci hanno ripescati, raduna la squadra". Sembra l'inizio di un film comico, ma tra minigolf, patatine, mogli in ritiro e piedi storti che fanno gol clamorosi, diventa la vittoria più iconica di sempre
Questa storia è stata tramandata come una favola, e come ogni favola è stata arricchita da elementi fantastici e fantasiosi. Questa volta proveremo a raccontarla com’è andata davvero, correndo il rischio di deludere qualche romantico sognatore. Sapete come si dice: mai rovinare una bella storia con la verità. Avrete magari sentito parlare di quei calciatori biondi che erano spalmati su qualche spiaggia al caldo quando la loro federazione li mandò a chiamare d’urgenza. Non è andata esattamente così: il campionato era finito da poche ore, e c’erano ancora un paio di quelle che si chiamano amichevoli di lusso prima del rompete le righe. Però è vero che quella nazionale non si era affatto preparata a giocare un torneo internazionale. E che il suo commissario tecnico si aspettava di essere licenziato da un momento all’altro per mancanza di risultati. E anche perché aveva litigato con l’unica vera star della squadra, che gli rimproverava di preferire il risultato a ogni costo al gioco spumeggiante. Il Paese era già al centro dell'attenzione in tutta Europa dopo che l'elettorato aveva detto "No", sia pure per pochi voti, al referendum su Maastricht. Questa è la storia di come in quell’anno, il 1992, la Danimarca vinse l’Europeo di calcio senza neanche essersi qualificata. Con il più grande calciatore del Paese che era in vacanza ai Caraibi con sua moglie.









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