(di Brunella Ciullini)
"Sono ebreo e amo il mio Paese, i
fischi se ci saranno li accetterò". Manor Solomon replica così
alle polemiche che hanno accompagnato il suo arrivo alla
Fiorentina: nel giorno della presentazione ufficiale al Viola
Park, il giocatore israeliano in prestito dal Tottenham dopo una
prima parte di stagione disputata nel Villarreal sa di essere
stato al centro delle critiche per una serie di post pubblicati
(soprattutto nel 2023) a favore del governo di Israele nella
guerra contro la Palestina. Il calciatore, punto di riferimento
anche della Nazionale di Tel Aviv ha aggiunto: "Non sono qui per
parlare di politica ma per giocare a calcio, come è accaduto a
Roma contro la Lazio so che ci saranno tifosi che anche altrove
mi fischieranno, lo accetto, io sono qui per fare il mio
lavoro".
"Amo il mio Paese, ma vorrei lasciare da parte la politica, io
penso solo al calcio - ha continuato Solomon esprimendosi in
inglese - Nei mesi in cui sono stato in Spagna non è accaduto
nulla di particolare e comunque ormai rimane lì, non ho fatto
caso a qualche fischio, non è successo nulla che abbia influito
sulla mia scelta di cambiare e venire in Italia, sono contento
anche se - ha sorriso - quando ho ricevuto la chiamata della
Fiorentina ho guardato la classifica e non volevo crederci ma ho
parlato con i dirigenti e so che è un club con una grande
storia. A me poi piacciono le sfide e in questi mesi
affronteremo una grande missione, ho visto tante cose buone,
riusciremo a restare in A dopodiché potremo costruire un grande
futuro''. Alla domanda se l'Italia, affrontata nelle
qualificazioni mondiali con la propria nazionale, riuscirà a
superare gli spareggi di marzo e a qualificarsi al prossimo
Mondiale l'esterno israeliano ha risposto: ''Ripenso spesso a
quelle partite, specie a quella persa 4-3, quella sconfitta è
ancora nella mia testa, avremmo potuto vincere - ha ammiccato
Solomon - In ogni caso l'Italia è una grande nazionale, con
grandi giocatori, spero riesca a qualificarsi, se lo merita''.
Il tema delle tensioni internazionali però ritorna e chi gli
chiede della grave situazione in Iran e della repressione che
conta migliaia di morti, Solomon ha ribadito: 'Non sono qui per
fare e parlare di politica, al popolo iraniano auguro il
meglio".
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