I numeri raccontano un'azienda
già entrata in una fase di accelerazione: 29 missioni
completate, circa 280 dipendenti e una crescita dell'organico
superiore al 10% annuo. Attualmente Sitael ha otto satelliti in
costruzione, due piattaforme in sviluppo e diversi thruster in
fase di qualifica. Dai circa 60 milioni di ricavi attuali, il
gruppo punta a superare quota 200 milioni entro il 2031, con
margini operativi in crescita fino al 25%. Nella pipeline
figurano missioni come Platino 1, Eagle-1, cinque satelliti del
programma Iride, Platino 2 e soprattutto HiBiDiS, la nuova
missione Scout dell'Esa prevista per il 2030.
Ed è proprio HiBiDiS il progetto che più fotografa le
ambizioni europee dell'azienda italiana: Sitael sarà prime
contractor della missione dedicata allo studio della
biodiversità terrestre, con particolare attenzione agli
ecosistemi forestali e alla resilienza ambientale. Il progetto
coinvolge partner scientifici e industriali europei di primo
piano: Amos per lo strumento iperspettrale, il centro belga Vito
e l'università di Zurigo per l'elaborazione dei dati e il
coordinamento scientifico. "HiBiDiS è più di un nuovo
contratto", ha spiegato Pertosa. "Conferma la nostra evoluzione
verso una mission company europea". La missione promette di
aprire una nuova finestra sull'osservazione della Terra:
l'obiettivo scientifico è riuscire a leggere anche il sottobosco
forestale e non soltanto la parte superiore delle chiome,
migliorando il monitoraggio della biodiversità e degli effetti
del cambiamento climatico.
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