Anche nei momenti difficili, lo Jannik del 2026 si aggrappa alla battuta e i numeri gli danno ragione, e la differenza si vede soprattutto nei momenti chiave
Lo aveva detto in tempi non sospetti e lo aveva ripetuto per mesi e mesi, di stare provando nuove soluzioni per il suo gioco. In primis con quel servizio che andava troppo spesso a corrente alternata e non lo soddisfaceva del tutto. Un processo lungo, complicato, ma che alla fine pare abbia consegnato a Jannik Sinner una nuova, micidiale arma. Forse quella definitiva per riprendersi il trono mondiale. Il servizio del numero due del mondo a Miami è stato un’opera d’arte. Nella semifinale contro Alexander Zverev, poi, ha raggiunto livelli incredibili, probabilmente inimmaginabili all’inizio dello scorso anno, quando Jannik riusciva comunque a dominare.







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