Sinner: "Sono un po' stanco ma voglio superare i miei limiti. Jodar farà risultati incredibili"

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Il n.1 ha parlato molto dell'avversario: "È già un giocatore super solido e per questo sono andato a vederlo. Sta emergendo una grande generazione"

29 aprile - 20:28 - MADRID

Rispetto. Sincero, autentico, sportivo. Jannik Sinner da quando è arrivato a Madrid ha mostrato grande attenzione nei confronti di Rafa Jodar, e oggi pomeriggio dopo averlo battuto si è avvicinato alla telecamera e ha scritto sullo schermo ‘What a player!’. Un gran bel gesto che gli spagnoli hanno apprezzato parecchio. Non è così normale che il numero 1 indiscusso tratti tanto bene un rookie. Jannik qui è andato a vedere dal vivo il 19enne Rafa contro De Minaur, ha fatto tardi per guardare in tv la sua sfida notturna contro Fonseca, ieri belle parole in presentazione, e oggi la scritta. 

tennis di qualità

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"Rafa all’inizio della stagione aveva un numero molto molto alto nel ranking. Ha vinto a Marrakech, ha fatto la semi a Barcellona e ora i quarti qui, giocando un grande tennis. Un tennis di qualità. È già un giocatore super solido e per questo sono andato a vederlo. Sta emergendo una grande generazione, lui, Fonseca, anche Blockx che qui sta passando un po’ sotto radar. In futuro ci scontreremo varie volte”. 

la bolla

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Tanto da poter pensare a un Big Four con Sinner, Alcaraz, Fonseca e Jodar? Gli chiedono gli spagnoli affamati. “Ehhh, non ho la palla di cristallo, non so predire il futuro. Ciò che sta facendo Rafa è incredibile, ma non spingetelo troppo. Certe cose se entrano in testa poi sono difficili da eliminare. È un bravissimo ragazzo esattamente come il padre mi sembra una bella persona. Sono umili, attorno a lui c’è questa piccola bolla che è importante non rompere, sono certo che otterrà risultati incredibili”. 

stanchezza e limiti

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E qualcosa su sé stesso: “Sto giocando tanto, negli ultimi due mesi ho avuto pochissimi giorni di riposo e inizio ad avvertire la stanchezza. Ma è anche vero che mi sento bene e che sto cercando di spingermi oltre i limiti, seguito da un grande staff che sa come gestirmi e pungolarmi. Oggi è stato molto intenso: è sempre un bel feeling trovarsi a giocare in un match di questo tipo. Il tetto chiuso ha creato più umidità, la palla andava meno veloce, questo è un torneo unico, lo dico sempre, e bisogna adattarsi a condizioni sempre diverse. Alla fine ne è uscita una bella partita”. 

il confronto

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Gli abbiamo chiesto se poteva fare un paragone col suo 2021, quando si affacciò ai massimi livelli del circuito sfidando per la prima volta Djokovic e Nadal: “Non direi, perché c’è una differenza d’età maggiore e infatti loro quando sono arrivato io avevano già vinto tantissimi Slam, avevano fatto cose incredibili. Io lo ripeto sempre: non posso mettermi al loro livello. Ok, non sono il numero 20, sono il numero 1, ma tra me e Jodar non c’è la differenza che c’era tra me e Djokovic e Nadal nel 2021”.

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