Sinner, la strada per la rinascita: un mese senza tornei, poi Wimbledon e nuove armi sull'erba

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Zero partite e zero fatiche fino a Londra dove, nel 2025, Jannik cancellò la delusione di Parigi contro Alcaraz. Ecco la strategia dell'italiano per riprendersi vittorie, sicurezza e autostima

Marco Iaria

Giornalista

30 maggio - 16:32 - MILANO

Tornerà più forte di prima, perché l’ha già fatto. Volete una prova, tra le tante? L’anno scorso, proprio sullo Chatrier ormai maledetto per lui, si era consumata la più grande delusione della sua giovane carriera: quel vantaggio di due set a zero, e soprattutto quei tre match point consecutivi, svaniti nella finale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz. Jannik Sinner ne uscì come pochi avevano immaginato: una prestazione intensa e sublime, proprio di fronte al grande rivale, nella rivincita di Wimbledon, con lo spagnolo che a un certo punto si rivolse al suo angolo urlando, frustrato: "Da fondocampo è molto meglio di me". I giardini di Church Road sono stati il punto in cui la ferita è diventata armatura. Adesso la storia può ripetersi. 

differenze

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Le sensazioni, dentro la mente del numero 1 del mondo, sono ora differenti rispetto a quelle provate nel 2025 dopo Parigi. Lì c’era il tarlo del confronto con il suo alter ego, che lo aveva appena battuto per la quinta volta consecutiva. Era un fatto esclusivamente tennistico. Qui c’è un turbinio di pensieri, che hanno soprattutto a che fare con le fragilità del suo corpo. D’altronde Jannik, in questo 2026, aveva compiuto l’ennesimo step sportivo, dimostrando di saper padroneggiare, a suon di scivolate, servizi in kick e palle corte, anche quella terra che non era il suo habitat naturale. E giovedì, fino al 6-3 6-2 5-1 contro Cerundolo, il nostro aveva messo in scena l’ennesima giornata di ordinario, pardon, straordinario dominio. 

riposo

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Wimbledon appare lontano, al momento. Lui e il suo team proveranno a capire meglio cosa è successo, e soprattutto le cause che hanno scatenato il blackout fisico, a un passo dalla vittoria. Gli accertamenti al J Medical, forse, riusciranno a chiarire tutto. In ogni caso, Jannik ha bisogno di staccare, con la testa e con il corpo, dal tennis. Non si è mai fermato da marzo, inanellando 30 vittorie e 5 titoli di fila. E ancor prima di giungere a Parigi aveva deciso di non giocare nessun torneo tra il Roland Garros e Wimbledon, rinunciando quest’anno alla tradizionale tappa di Halle. Quando l’altoatesino scenderà in campo per il primo turno a Londra (il torneo inizia il 29 giugno), sarà trascorso un mese pieno dall’ultimo match. Un tempo sufficiente per recuperare le energie, resettare il dramma francese e adattarsi alla nuova superficie. Jannik è stato bravissimo nel passaggio dal cemento americano alla terra europea. Sull’erba sa bene che dovrà cambiare diverse cose rispetto alle ultime settimane, dal servizio ai movimenti con le gambe. Ma sono assestamenti che già conosce. Anche il prato di Wimbledon sa esaltare il suo gioco, a maggior ragione con gli ulteriori miglioramenti alla battuta: lo slice può diventare un’arma letale. 

orfano

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Detto che il passaggio a vuoto contro Cerundolo è qualcosa che in passato si era già visto, senza impedirgli di diventare il più forte giocatore del mondo, il punto di domanda semmai è un altro. A Wimbledon si riproporrà lo stesso scenario del Roland Garros: Jannik sarà orfano di Alcaraz, che a causa dell’infortunio al polso rientrerà direttamente in America, e quindi si ritroverà di nuovo con i favori del pronostico e gli “avvoltoi” pronti ad azzannarlo. È una situazione prolungata che non aveva mai sperimentato nell’era del duopolio, in cui l’uno si alimentava dell’altro, vicendevolmente. Realizzare il bis sull’erba sarebbe il modo migliore per scacciare questo fantasma.

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