Jannik ha deciso di giocare il primo Masters 1000 sulla terra europea: “Penso che ogni giocatore abbia una superficie su cui si esprime meglio, la mia non è la terra ma ho tanta voglia di mettermi in gioco. E poi non ho mai vinto un grande torneo sul rosso..."
Felice di quella serenità che ritrovi solo a casa: “Non sapete quanto è bello giocare un torneo e dormire nel proprio letto. Mi piace respirare l’energia diversa che c’è su questi campi con il pubblico”. Sinner e la “sua” Montecarlo: malgrado le fatiche trionfali del Sunshine Double, con i successi a Indian Wells e poi a Miami, e dunque i pochi giorni da dedicare all’adattamento su una nuova superficie, Jannik ha deciso di giocare il primo Masters 1000 sulla terra europea: “Penso che ogni giocatore abbia una superficie su cui si esprime meglio, la mia non è la terra ma ho tanta voglia di mettermi in gioco. E poi non ho mai vinto un grande torneo sul rosso, anche se l’anno scorso ci sono andato vicino a Roma e al Roland Garros, quindi Montecarlo mi servirà per capire il mio livello”.
obiettivi
—
Dopo l’esibizione mattutina con Zverev a minitennis per lanciare il torneo, nel pomeriggio Sinner si è dedicato agli obblighi con i media, senza tuttavia lesinare autografi e selfie ai tanti ragazzini, in maggioranza italiani, che già affollano il Country Club in una giornata riservata soltanto alle qualificazioni. Nel Principato, Jannik ha giocato per l’ultima volta due anni fa (nel 2025 era squalificato per il caso Clostebol), la famosa semifinale dell’errore arbitrale a favore di Tsitsipas che lo privò probabilmente della possibilità di vincere il terzo set e dunque la partita: “Tuti sbagliamo, noi giocatori in campo e anche gli arbitri e i giudici. Devo dire che quell’episodio riuscii a cancellarlo in fretta”. E poi dall’anno scorso c’è Occhio di Falco al posto dei giudici di linea. Un test, dunque, senza tuttavia dimenticare che sotto la Rocca può tornare a giocarsi il numero uno del mondo sottraendolo all’arcirivale Alcaraz: se vincerà il torneo, la Volpe Rossa sarà sicura di tornare in vetta a prescindere dal risultato dello spagnolo. Ma senza pressione: “Il numero uno non dipende da un solo torneo, ci attendono tanti appuntamenti decisivi. Il Roland Garros, visto che non l’ho mai vinto, probabilmente sarà il torneo più importante dell’anno per me, e poi arriverà Wimbledon”. Ora si tratta di iniziare nel migliore dei modi l’adattamento alla terra: “L’obiettivo a Montecarlo è di giocare più partite possibili. Sulla terra cambiano i movimenti, devi cercare angoli diversi, e anche il servizio, che è andato molto bene in America, cambia. Ma sono contento della posizione in cui mi sono messo”. La caccia è aperta.










English (US) ·