Una critica del rapporto tra lo
Stato centrale e le autonomie locali e la denuncia della
mancanza di una strategia coerente per il Sud, un "gigante dai
piedi d'argilla", ricco di cultura ma frenato da divisioni
interne e da un'Europa "schizofrenica" sulle politiche
energetiche. Il sindaco di Cagliari e della Città Metropolitana
Massimo Zedda nel suo intervento durante l'evento "Far crescere
il Sud nella tempesta globale", promosso dall'osservatorio
economico e sociale 'Riparte l'Italia' in corso questa mattina a
Napoli, nel panel dedicato ai Comuni, non le manda a dire.
Si scaglia contro il governo Meloni per quella che definisce
una vera e propria mancanza di "serietà nelle relazioni
istituzionali", in particolare sullo uno "scippo" dell'ultimo
minuto ai danni delle città metropolitane. Zedda denuncia il
taglio di 400 milioni di euro destinati alle opere delle Città
Metropolitane, "comunicato con una lettera inviata con soli
quattro giorni di preavviso". Si tratta, ha spiegato, di risorse
già impegnate per cantieri in corso o in fase di aggiudicazione
in centri come Napoli, Cagliari, Catania e Palermo, stornate per
finanziare un "Piano Casa" che, secondo il primo cittadino, "non
c'è e non ci sarà" prima di diversi anni a causa dei tempi
burocratici.
"Abbiamo tolto 400 milioni al sistema delle imprese italiane
per un annuncio in conferenza stampa", ha commentato Zedda che
ha poi ironizzato sulla gestione dei conti pubblici: "A fronte
di un debito nazionale di 3.100 miliardi, il sistema dei comuni
incide solo per lo 0,1% (7 miliardi), eppure è il primo settore
colpito dai tagli strutturali nonostante gestisca solo il 6,5%
della spesa complessiva per erogare i servizi essenziali. Chi
opera queste scelte non passerebbe l'esame di matematica di
quinta elementare", ha rincarato Zedda.
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2 giorni fa
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