Simeone infinito, il 'cholismo' per sfatare il tabù Champions dell'Atletico

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 Prossimo ai 56 anni (li compirà il 28 aprile), Diego 'El Cholo' Simeone ha compiuto l'ennesima impresa alla guida dell'Atletico Madrid, portandolo alla semifinale di Champions League a scapito del Barcellona. Allenatore dei Colchoneros da 15 anni, nel doppio confronto il tecnico di Buenos Aires ha scritto un'altra pagina di storia del club biancorosso, eliminando per la terza volta in altrettanti incroci i favoriti catalani, che stando alle parole di Raphina ("e' stata una rapina", ha detto il brasiliano che ora rischia la squalifica Uefa) non l'hanno presa con fair play.

Nel prossimo turno, in semifinale, ci sarà anche un po' di Italia grazie a Matteo Ruggeri, 23enne esterno mancino ex Atalanta, snobbato dalla nazionale di Gattuso, mentre l'argentino stravede per lui, soprattutto per la disponibilità ad aiutare i compagni della difesa. Ieri ha concluso la partita con la fronte sanguinante, fasciata dopo uno scontro ed é già stato ribattezzato 'il gladiatore' del Metropolitano. Riuscendo spesso a portare il club fuori dal cono d'ombra dell'onnipotente Real Madrid, nella capitale Simeone ha vinto molto, dal campionato (due volte) a varie coppe nazionali e continentali (due Europa League). Continua però a sfuggirgli il trofeo più prestigioso, la Champions appunto. Con lui in panchina l'Atletico ha giocato due finali, entrambe perse contro i 'cugini' ricchi del Real (2014 e 2016). Ma la maledizione arriva da ben più lontano. Nel 1974 l'Atletico guidato da Juan Carlos Lorenzo arrivò a 10 secondi dalla Coppa dei Campioni, strappatagli dal pareggio del Bayern Monaco. All'epoca la partita si rigiocava due giorni dopo. La ripetizione terminò 4-0 per i tedeschi, padroni di avversari stanchi nel fisico e distrutti nel morale.

 In Italia ex di Pisa, Lazio ed Inter, grinta da vendere e carattere indomito, con otto titoli é l'allenatore più vincente nella storia del club madrileno e sabato potrà incrementare il suo primato, nella finale di Coppa del Re contro la Real Sociedad. Ma, da perno del centrocampo, già nel 1996 aveva contribuito a riportare l'Atletico in vetta alla Liga, che mancava dal 1977.  La squadra attuale ha una rosa ampia, rinforzata dove serviva durante la finestra di mercato invernale, e si presenta alla fase decisiva della stagione in ottima forma. Altro merito che viene riconosciuto a Simeone. Ed infatti l'Atletico ha già fatto sapere che resterà anche nella stagione 2026-'27 ed ha avviato le trattative per trattenerlo nella successiva.  Per l'argentino é stato creato il termine 'Cholismo', espressione della filosofia calcistica che era la sua firma anche in campo: un misto di sacrificio, disciplina tattica e mentalità vincente. Così ha trasformato l'Atletico in una delle squadre più di successo d'Europa. Chi veste la maglia a strisce bianche e rosse essere disposto a soffrire, non tirarsi mai indietro, non darsi mai per sconfitto prima del fischio finale.  "Dopo tanti anni mi emoziona ancora vedere i miei combattere così" ha detto commentando l'approdo in semifinale. Che sia l'Arsenal o lo Sporting Lisbona, il prossimo avversario é avvertito: l'Atletico di Simeone vuole la quarta finale per sfatare il tabù Champions e salire sul tetto d'Europa. 
   

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