Il centravanti francese ricorda quello che è successo a gennaio, lo stop nei test medici e niente rossoneri: "Storia passata, adesso voglio il Mondiale. Al Crystal Palace ho guadagnato fiducia, segnato e ora sono qui"
Prima sensazione: a gennaio il Milan non si è visto sfuggire un... chiacchierone. Di fronte alle domande dei giornalisti Jean-Philippe Mateta ieri è sembrato più a disagio che a giocare... difensore centrale, lui che in carriera ha sempre fatto il centravanti. L’attaccante del Crystal Palace si avvicina al Mondiale con la voglia di alzare un’altra coppa dopo la Conference League sollevata nella finale di Lipsia contro il Rayo Vallecano grazie a una sua rete. E soprattutto dopo essersi tolto dalla testa la possibilità di indossare la maglia rossonera, un’occasione sfumata a gennaio dopo che non ha passato le visite mediche con il Diavolo a causa di problemi al ginocchio destro. "Quello per me è stato un periodo particolare – ha ammesso - e per niente semplice. C’era stata questa chance di andare al Milan, ma ormai fa parte del passato e non so cosa sarebbe successo se fossi andato in Italia. Oggi sono qui con la Francia e il mio unico pensiero è la Nazionale".
come sta
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Il problema al ginocchio, che sembrava obbligarlo a un’operazione e a uno stop di tre-quattro mesi, adesso è sotto controllo: si è fermato da fine gennaio a metà marzo, poi progressivamente ha ritrovato la migliore condizione e il finale di stagione è stato da protagonista. Con il senno di poi, anche un Mateta non al 100% avrebbe fatto comodo al Diavolo e magari avrebbe permesso a Maignan e compagni di conquistare la qualificazione alla Champions. Lo stop nei test medici ha però portato all’annullamento dell’affare, che era stato chiuso sulla base di un acquisto a titolo definitivo (prestito con obbligo a 35 milioni, per inserirlo nel bilancio 2026-27), e ha costretto Allegri a chiudere il campionato con l’attacco... spuntato. "Dopo l’infortunio l’unica cosa che avevo in testa era la data del rientro: ho capito che avrei avuto una possibilità di essere inserito nel gruppo per il Mondiale dal ct Deschamps e ho lavorato per farmi trovare pronto. Alla fine ce l’ho fatta e sono contento. Devo ringraziare il Crystal Palace: nei primi anni lì non ho avuto continuità di rendimento perché trovavo poco spazio, mentre in seguito ho giocato molto di più (grazie a Glasner, ndr) e ciò mi ha permesso di crescere e acquisire fiducia". E di segnare molto. Ha un contratto in scadenza nel 2027 e la possibilità che se ne vada sono molte. Magari anche grazie a quello che farà vedere durante il Mondiale. In Serie A potrebbe avere estimatori anche se i 30 milioni che servono per acquistarlo e il precedente del Milan potrebbero scoraggiare eventuali acquirenti.
l'orgoglio
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Capelli completamente rasati e fisico imponente, Mateta come centravanti è chiuso da Mbappé, Dembélé e Thuram, che nel 4-3-3 vorrebbero tutti giocare da prima punta. Lui nel ruolo rappresenta però un’alternativa muscolare e le sue caratteristiche non le ha nessuno. Grazie a quelle ha chiuso il 2025-26 con il Palace segnando 16 reti e spera di avere un’occasione anche al Mondiale. Ecco perché in questi giorni di gran caldo alla Bentley University ha sbuffato senza però mollare un centimetro durante gli esercizi di corsa. "Non considero riduttiva la definizione che mi danno di attaccante d’area. Fisicamente sono strutturato, capace di giocare spalle alla porta, attaccare la profondità e segnare gol. Questo è il mio stile di gioco. Ogni giorno lavoro duramente e se posso essere un esempio per i giovani, che in me vedono uno che è arrivato dopo aver compiuto tanti sacrifici, ne sono felice. Essere qui con la Francia per me è motivo di grande orgoglio".
il sogno
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Nel girone I l’avversaria più pericolosa sarà la Norvegia, ma Mateta non ha voluto mettere Haaland e compagni un passo davanti a Senegal e Iraq. "Abbiamo un gruppo molto equilibrato. Tutte le squadre saranno difficili da affrontare e dovremo essere concentrati in ogni partita, senza sottovalutare nessuno". È indubbio però che il potenziale offensivo della Francia non lo abbia nessuno e questo Mateta non lo ha potuto negare: "Sinceramente non mi è mai capitato di stare in una formazione con tanta qualità: Mbappé, Dembélé, Barcola, Doué, Cherki e gli altri sono incredibili e mi godo ogni momento in allenamento. Abbiamo un ottimo rapporto". E un obiettivo in comune, vincere la Coppa del mondo: "È il sogno di tutti noi che siamo qua, ma sappiamo che la strada da fare è molta e che ci sarà bisogno del massimo impegno e sacrificio. Il Mondiale è una competizione difficile e sarà necessario essere sempre uniti come gruppo, anche nei momenti difficili".










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