L'exploit in Giappone è il frutto di un perfetto compromesso nel bilanciamento che Kimi ha saputo suggerire, tagliandosi come un abito su misura il comportamento della sua Mercedes. Una dote che appartiene ai grandi
Paolo Filisetti
28 marzo - 17:04 - MILANO
La pole position di Kimi Antonelli a Suzuka, rappresenta una prestazione maiuscola del pilota italiano non solo dal punto di vista di pilotaggio, ma anche della sua sensibilità tecnica a livello di messa a punto della W17. Kimi, infatti, nel confronto diretto con il compagno di squadra George Russell, a parità di vettura è stato in grado di costruire un vantaggio finale di circa tre decimi di secondo, con una progressione lineare. In pratica ha guadagnato circa un decimo in ciascuno dei tre settori della pista, dimostrando a livello di prestazione della sua monoposto, di aver centrato il perfetto compromesso a livello di bilanciamento dinamico ed aerodinamico. Qualcosa che su un tracciato tecnico e complesso come quello di Suzuka, implica una sensibilità elevatissima del pilota per fornire una precisa relazione al proprio ingegnere di pista, per determinare il corretto assetto.
lucidità
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Ad avvalorare quanto dietro la prestazione di Antonelli si celi una sua spiccata sensibilità tecnica, c'è il messaggio radio con il suo ingegnere di pista, a conclusione delle qualifiche. Antonelli con estrema lucidità, per quanto felice per la pole position appena conquistata, ha immediatamente indicato nell’ultimo giro un’imperfezione nel settore centrale, tale da rendere, a suo giudizio, l’ultimo tentativo, buono, con il miglior ultimo settore, ma migliorabile se il settore centrale non avesse avuto quella sbavatura da lui precisamente avvertita. E’ peraltro corretto sottolineare, come sulla pista di Suzuka, il corretto bilanciamento della vettura determini sia nel settore delle S, ma soprattutto in quello della Spoon curve prima del rettilineo che porta alla curva 130R, una maggiore o minore confidenza nella monoposto da parte dei piloti.
sensazioni
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Indicativo in tal senso nel corso della FP2, il messaggio radio di Hamilton che accusava un bilanciamento non perfetto della SF-26, tale da impedirgli totale fiducia in quel settore del tracciato. Su questa pista, può mediamente comportare un ritardo rispetto ad un giro perfetto di almeno 3 -4 decimi. In sostanza, Kimi non si conferma solo un pilota di grande talento a livello di guida, ma anche nella capacità di tradurre le proprie sensazioni sul comportamento della monoposto, in richieste precise a livello di assetto dinamico ed aerodinamico, per tagliarsi come un vestito su misura il comportamento della W17. Qualcosa che solo i piloti completi, di grande talento, sono in grado di ottenere.











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