La guerra in Medio Oriente rischia di
pesare sul percorso dell'Italia per uscire dalla procedura di
disavanzo eccessivo, che comunque resta "ancora possibile nel
2026", rallentando anche la crescita del Pil. Lo afferma
l'agenzia Scope Ratings secondo cui "l'avanzo primario e la
stabilità politica saranno essenziali" per fare fronte a una
crisi internazioale "prolungata, all'aumento delle spese
militari e a quelle legate all'invecchiamento della
popolazione".
Scope riconosce che "il deficit dell'Italia sta migliorando
gradualmente, sostenuto da costi degli interessi in moderazione
e da un avanzo primario in aumento". L'agenzia prevede un
deficit pari al 2,8% del Pil nel 2026 e al 2,7% nel 2027, con
una stabilizzazione intorno al 2,4% fino al 2030, sostenuta da
un avanzo primario crescente con una media dell'1,2% del Pil
prima di raggiungere un picco dell'1,9% nel 2030.
"Un'uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo è ancora
possibile nel 2026 - un anno prima rispetto a quanto
inizialmente previsto - nonostante il deficit (secondo i dati
Istat) sia leggermente superiore alla soglia del 3% stabilita da
Maastricht. Una possibile uscita anticipata dipenderà dalla
pubblicazione del dato sul deficit 2025 da parte di Eurostat ad
aprile, dalla valutazione della Commissione europea e dalla
decisione finale del Consiglio dell'Ue".
"Prezzi dell'energia più elevati potrebbero aumentare
l'inflazione, riducendo quindi consumi ed esportazioni nette" si
legge. "Se la crescita economica dovesse rallentare fino a circa
lo 0,3% rispetto all'attuale stima dello 0,7%, ci aspettiamo che
il deficit rimanga sopra il 3,0% nel 2026, complicando l'uscita
dell'Italia dalla procedura per disavanzo eccessivo" conclude.
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2 ore fa
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