Se al governo ci foste voi come
avreste reagito all'attacco americano contro l'Iran? La domanda
viene posta da Il Manifesto alla segretaria dem, Elly Schlein
che inizia una lunga intervista con una precisazione: "In primo
luogo avremmo chiamato le cose col loro nome: una azione
militare unilaterale di Usa e Israele che viola il diritto
internazionale e che va fermata subito". Così come - puntualizza
- "vanno fermate le ritorsioni indiscriminate del regime
iraniano. Avremmo detto ad alta voce che è una guerra illegale,
e che bisogna arrivare subito al cessate il fuoco e riaprire i
canali diplomatici, garantire la sicurezza del suolo europeo e
riportare a casa i connazionali bloccati".
Guardando all'intervento di Crosetto in Parlamento, Schlein
osserva che "se un ministro pensa che la guerra vada fermata,
per prima cosa dovrebbe dirlo. E indicare le cause che l'hanno
scatenata: l'azione di Trump e Netanyahu, che in Parlamento non
sono mai stati nominati dalla destra. Un grande paese come
l'Italia, con la sua tradizione diplomatica in Medio Oriente -
spiega -, non può permettersi il silenzio: deve quantomeno far
sentire la propria voce come ha fatto il premier spagnolo
Sanchez che ha detto parole semplici: No alla guerra. Meloni è
l'unico premier europeo di cui, dopo una settimana, non si
conosce il giudizio politico. E poi ci sono i danni economici,
che si aggiungono a quelli che Trump ha già prodotto con i dazi:
i prezzi record dei carburanti, le borse a picco. Tutto questo
ricade su imprese e lavoratori italiani che hanno diritto ad
avere un governo che si preoccupi di loro".
"Il governo - prosegue Schlein - deve escludere qualsiasi
autorizzazione all'uso delle basi Usa in Italia. Crosetto ha
detto che non è stato chiesto e, nel caso, si rivolgerà al
Parlamento. No: il governo deve dire subito che esclude
l'utilizzo delle basi per qualsiasi supporto agli attacchi
militari Usa che violano il diritto internazionale". "Noi siamo
a fianco del popolo iraniano che deve essere protagonista della
transizione democratica, e abbiamo sempre condannato il regime
sanguinario". "Siamo convinti che l'Iran non debba possedere
armi nucleari: ma quel risultato andava perseguito con il
negoziato. La storia insegna: la democrazia non si esporta con
le bombe. In questo caso, come in Venezuela, viene usata da
Trump come alibi per coprire altri obiettivi, come mettere le
mani sul petrolio".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

6 ore fa
1










English (US) ·