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Il primo record poteva distrarla, invece è tornata in acqua da veterana e ha vinto con un nuovo primato del mondo. Ha tutto per essere la nuova Pellegrini e farci sognare a Los Angeles 2028
La supernova del nuoto azzurro è esplosa nelle acque di Parigi, la città dove due anni fa aveva saggiato per la prima volta l’emozione olimpica alle soglie della maggiore età per cominciare a respirare l’aria a cinque cerchi, pensando a Los Angeles 2028. Aspettava ardentemente questi Europei, Sara Curtis da Savigliano, Cuneo, per posare le prime pietre dorate di quella che ha tutto per diventare una carriera da prima donna assoluta delle piscine, erede predestinata della Divina, Federica Pellegrini. Certo, pensavamo -e forse lei per prima - che l’ingresso nel gotha del nuoto fosse un po’ più in punta di piedi, per quanto già importante. Invece è stata un’irruzione vera e propria, con tutto il fragore di un incredibile primato del mondo -preceduto dalla storica medaglia di bronzo conquistata il giorno prima nella gara regina, i 100 stile libero -e amplificata l’indomani, cioè ieri, con l’oro della definitiva consacrazione e un altro record pazzesco.









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