I musicisti, amici nella vita, raccontano il debutto in coppia all'Ariston con il brano 'Poesie clandestine'
Per la prima volta insieme sul palco dell’Ariston, LDA e Aka 7even arrivano al Festival di Sanremo con 'Poesie Clandestine', un brano che segna un nuovo capitolo delle loro carriere. Un debutto in coppia che nasce da un’amicizia di lunga data e da un progetto costruito in modo spontaneo, tra le mura di casa, diventato poi un disco omonimo in uscita il 6 marzo prossimo. Un percorso condiviso che ha preso forma quasi per gioco. "Dopo il tour estivo eravamo a casa, a Roma, per rilassarci e scherzare - raccontano i due, al secolo Luca D'Alessio e Luca Marzano -. Abbiamo detto al nostro produttore: 'Porta il pc, non si sa mai'. Una sera siamo andati in studio, abbiamo iniziato a fare una session per ridere, poi a un certo punto abbiamo sentito che c’era qualcosa di serio nell’aria. E così è nata 'Poesie Clandestine'".
Il disco è stato realizzato in tempi record dai due giovani: "L’abbiamo preparato in 16 giorni - confessano -. Abbiamo lavorato senza barriere, mettendo davanti la verità e il nostro modo di percepire l’amore, uno dei temi principali del progetto. Ci siamo messi a nudo, senza dirci 'il disco deve essere così". Si va dal cantautorato al latin, fino al pop. "In alcuni pezzi abbiamo messo da parte i nostri progetti solisti. Insieme abbiamo fatto questo disco, separando totalmente i percorsi individuali - spiega LDA -. Io sono più r&b, Luca è urban, ma insieme è uscito questo progetto. Il punto d’incontro non è mai stato forzato, è stato naturale". Un ruolo centrale lo giocano anche le radici. "Nel mio progetto solista avevo usato solo una frase in napoletano, questa è la prima volta che lo tocchiamo davvero - confida LDA -. Era arrivato il momento. Non l’ho fatto prima per tante motivazioni, ero un po’ restio. Ma io parlo napoletano. Come disse Geolier, quando parlo in italiano mi sforzo: è la verità". Aka 7even aggiunge: "Molti pezzi seguono, involontariamente, atmosfere alla Pino Daniele e Alex Baroni, che abbiamo sempre ascoltato".
Il risultato è un album capace di attraversare registri emotivi diversi: "In questo disco puoi trovare di tutto: puoi ridere, ballare, provare nostalgia" assicurano i due. Un progetto nato anche dalla convivenza: "Viviamo insieme con Alessandro Caiazza, autore dei brani, e con due produttori. Stiamo insieme da tanto tempo, ci conosciamo da anni. Un giorno, a tavola, quattro anni fa, abbiamo detto: 'E se facessimo un album?'. E alla fine è successo davvero". Entrambi raccontano senza filtri il proprio percorso. LDA sottolinea l’importanza dello studio: "Mi sono iscritto al conservatorio perché penso faccia bene. Voglio essere anche il produttore di me stesso, capire quello che faccio. Alla St. Louis studiavo musica elettronica, ma con l’obbligo di frequenza universitaria non riuscivo a starci dietro". Aka 7Even ricorda invece le proprie origini: "Per quanto dedizione e talento aiutino, io vengo da una famiglia semplice: papà operaio, mamma casalinga. Ci siamo fatti un bel culo anche per pagare una piccola cosa. Nonostante i sacrifici, un pizzico di fortuna serve sempre: le cose giuste al momento giusto".
LDA, nonostante la sua infanzia fortunata, ha un atteggiamento umile: "Io sono nato in un contesto fortunato, non mi è mai mancato nulla - rimarca -. Ho frequentato belle scuole ma ho sempre riconosciuto la fortuna che avevo. Non mi sono mai sentito superiore a nessuno. Mi metto in gioco ogni giorno. Anche per questo sono andato a vivere con altri amici: impari dagli altri, vivi come un ragazzo normale. Non puoi adagiarti. Quello che accomuna me e Luca è la fame: io ho avuto tutto, ma ho una fame che a parole non si può spiegare". Il loro percorso si inserisce in un momento importante per la musica napoletana: "È una rivincita per Napoli e la Campania - osservano -. All’inizio non si poteva nemmeno parlare napoletano a Sanremo. Musica e calcio hanno cambiato la percezione della città. Napoli se lo merita: ha pro e contro, ma per anni si è raccontato solo il negativo ma c'è molto di bello".
Aka 7even lo conferma: "Anni fa, dopo 'Amici', presi un taxi a Milano, il tassista sentì il mio accento e non parlò più per tutta la durata del viaggio. Oggi è cambiato tutto. Prima si raccontava solo il lato negativo, ora sono contento perché Napoli fa bene al mondo". Durante la serata delle cover, i due condivideranno il palco del Teatro Ariston con una leggenda come Tullio De Piscopo sulle note di 'Andamento lento'. "È una leggenda vivente. Siamo cresciuti con la sua batteria nei dischi di Pino e non solo. È un’istituzione, ce lo invidiano in tutto il mondo. A 80 anni straccia tanti batteristi".
Il rapporto d'amicizia resta il centro del progetto: "In otto anni non abbiamo mai litigato -spiegano -. Abbiamo vissuto di tutto insieme. Nessuno vuole fare la prima donna". Anche nella quotidianità: "Chi cucina? Chi si sveglia prima, cioè io - dice scherzando Aka 7even -. Ma siamo entrambi bravi". Parlando del rapporto con Dio, figura che ricorre spesso nell'album, Aka 7even racconta: "Da bambino sono stato in coma sette giorni per un’encefalite fulminante. Ho vissuto cose che mi hanno portato ad avere un legame profondo con la religione. Vado in chiesa, prego con Dio, ma non cerco di inculcare niente a nessuno". LDA aggiunge: "Anch’io sono credente, ma non praticante. Non credo nella Chiesa come istituzione. La religione deve essere una cosa tua: rispetto il prossimo e cerco di dare una mano".
Sul fronte Eurovision e l'eventuale partecipazione in caso di vittoria all'Ariston, prevale la sincerità: "Non ce lo siamo mai posto il problema. Possiamo vincere solo il Fantasanremo - dicono in coro -. E poi si sa che le canzoni più belle sono quelle che non vincono". L’obiettivo è un altro: "Speriamo che il nostro brano duri nel tempo". LDA è più diretto: "Io faccio canzoni per vendere biglietti. Degli streaming non me ne frega niente. Voglio fare concerti. Se non sono nei primi 50 va bene: voglio musica che duri, non 'fast fashion'". Il legame con 'Amici' di Maria De Filippi e con Maria resta forte: "Per noi è come la Madonna - affermano - non la vuoi disturbare se non in caso estremo. Ogni tanto le mandiamo un messaggio, un cesto a Natale, dei fiori. Le vogliamo un gran bene, e anche lei ce ne vuole. A Sanremo veglierà su di noi". Importanti anche i consigli del padre di LDA, Gigi D’Alessio: "Mi ha detto: 'Mangia, che sei magro'. A livello artistico non mi ha detto molto, perché siamo diversi. Ma come padre mi ha dato consigli d’oro: viverla serenamente, restare il Luca di sempre, non dare per scontato quello che sta succedendo".
Tra preparazione e leggerezza, anche il Fantasanremo diventa un gioco: "Io pur di vincerlo twerko anche tutte le sere - scherza Aka 7even -. Scherzi a parte, ci alleniamo con il vocal coach, siamo sereni. Sembra tutto in regolare disordine, e questa cosa ci preoccupa". Alla base di tutto, resta, ancora una volta, la loro profonda amicizia: "Ho imparato da lui a rapportarmi con le persone, riesce a portarti nel suo mondo - dice Aka 7even -. Mi ha insegnato l’arte di fregarmene". LDA è d'accordo: "Io da Luca ho capito ancora di più l’importanza di saper suonare bene uno strumento". (di Federica Mochi)












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