Senza Dybala il peso del reparto avanzato grava sul neo arrivato. Contro i bianconeri saranno decisivi i duelli. Toccherà a Ndicka limitare Davis
Gian Piero Gasperini è stato chiaro anche ad Atene, mercoledì scorso, prima della sfida di Europa League contro i greci del Panathinaikos. "In questo momento la nostra priorità è il campionato", il monito dell’allenatore giallorosso. Ed allora è altrettanto chiaro anche come questa sera a Udine l’obiettivo non possa che essere uno solo: vincere, anche per riprendersi subito quel quarto posto che la Juventus ha sottratto ai giallorossi ieri sera, vincendo la sua partita a Parma. Del resto, negli ultimi 15 giorni Gasp ha fatto sempre delle scelte “conservative” in Europa, assegnando la prevalenza al campionato. E anche se poi i risultati gli hanno dato ragione (vittoria con lo Stoccarda e pareggio con il Panathinaikos, con relativa qualificazione agli ottavi della coppa), è evidente come l’allenatore giallorosso senta viva l'opportunità di poter ballare fino in fondo per quei quattro posti che portano in paradiso (almeno quello economico, considerando la situazione finanziaria della Roma e la spada di Damocle del settlement agreement firmato con l’Uefa).
Tutto su Donyell
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Ed allora stasera Gasp dovrà “arrangiarsi” con quello che ha. Nel senso che le assenze sono talmente tante e pesanti (quelle di Koné e Dybala ovviamente svettano su tutte) che davanti l’allenatore della Roma dovrà giocoforza riaffidarsi a Soulé e Pellegrini sulla trequarti, ma soprattutto a Malen. L’olandese ha incantato all’esordio, in casa del Torino, ma ha fatto vedere cose egregie anche contro il Milan. Per Gasp ha una connessione perfetta con Dybala (ed è per questo che si augura di riavere subito la Joya, già contro il Cagliari, "perché Paulo è fondamentale per noi, ma anche per Malen"). Ecco, Donyell ha voglia di prendersi la Roma e di caricarsela sulle spalle. Esperienza e personalità non gli mancano, esattamente come la qualità e le doti tecniche. Gasp lo vede solo ed esclusivamente come centravanti perché Malen sa smarcarsi, taglia nel modo ideale e dentro l’area è sempre velenoso. Insomma, l’attaccante olandese dà quella sensazione di pericolosità ed imprevedibilità che l’attacco giallorosso non aveva prima del suo arrivo.
Gli ostacoli
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Ovviamente quella di stasera non sarà una partita facile, nonostante i numeri dicano altro (la Roma vince puntualmente con l’Udinese da sei partite consecutive). Ma la squadra bianconera è una formazione molto fisica, di quelle che hanno i mezzi e gli strumenti per opporsi al calcio di Gasp. Sarà una partita fatta di tanti duelli individuali, di sfide faccia a faccia, con le due squadre che tra l’altro giocano anche a specchio, con lo stesso modulo. Tra questi duelli, uno importante sarà quello tra Ndicka e Davis, con il difensore ivoriano che tra l’altro torna proprio dove il 14 aprile del 2024 visse uno spavento gigantesco (a causa di un trauma toracico che gli provocò uno pneumotorace). Da quel giorno sono passati quasi due anni e Ndicka è diventato una “roccia” nella difesa romanista. E come tale stasera dovrà limitare un giocatore che proprio del fisico e della forza atletica fa la sua principale arma: l’inglese Keinan Davis, appunto. Ma la retroguardia della Roma (che recupera Mario Hermoso dopo tre gare di assenza, tra campionato ed Europa League) dovrà stare attenta anche alle giocate e alla qualità di due elementi pericolosi come Ekkelenkamp e Atta. Insomma, la miglior difesa della nostra Serie A sarà messa a dura prova. Anche perché davanti mancherà la copertura di Koné, uno che tra linee di passaggio e recuperi si fa sentire nella “protezione” difensiva. Ma, a conti fatti, cambia poco. Nel senso che bisogna vincere, per rimettere la freccia sulla Juventus e riagganciare il Napoli al terzo posto. Tutto il resto conta poco. Del resto, la priorità adesso è proprio il campionato.









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