Rocco Papaleo: "In taxi da Mestre a Parigi come una star del cinema"

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L'attore e regista lucano torna al cinema con Il bene comune. "Quando ho pensato al soggetto mi è venuto in mente uno scuolabus giallo che si muoveva nel verde del parco". Guida un'Alfa Romeo e da ragazzo era "copilota" sullo scooter Innocenti Lui di un amico

Emanuele Bigi

21 marzo 2026 (modifica alle 14:46) - MILANO

Rocco Papaleo è al cinema con Il bene comune, film che dirige e interpreta con Claudia Pandolfi, Vanessa Scalera e Teresa Saponangelo, che ruota attorno alla gita di alcune detenute nel parco del Pollino in Basilicata alla scoperta del pino loricato. Il mezzo utilizzato è uno scuolabus giallo. Il film va alla scoperta di una parte della regione già rappresentata da Papaleo in Basilicata coast to coast. L'attore e regista racconta pure la giovinezza con i motorini sulle strade della sua Lauria, come anche di un viaggio bizzarro da Mestre a Parigi in taxi.

Ne Il bene comune hai scelto uno scuolabus per un viaggio nel Parco del Pollino. Come mai? 
"È stata una delle prima idee del film. Quando ho pensato al soggetto mi è venuto in mente uno scuolabus giallo che si muoveva nel verde del parco. Mi dava una sensazione di tenerezza. E poi mi piaceva l'idea di questo gruppo che si confrontava seduto su questo mezzo di trasporto particolare".

Lo hai guidato? 
"In un primo momento l'ho ipotizzato, poi ho pensato di chiamare un mio amico che guida lo scuolabus a Lagonegro. Per me sarebbe stato problematico fare il regista e mettermi al volante. Ho preferito alleggerire il carico di lavoro".

Questi luoghi li conoscevi già da ragazzo? 
"In realtà ho scoperto il Parco del Pollino recentemente. Quando ho sentito parlare del pino Loricato, un albero secolare che vive in condizioni estreme, sono rimasto affascinato. Così ho contattato una guida e mi sono fatto un giro. Da lì è nata l'idea del film e di una una storia che parte dalla scoperta di questo e del parco".

Hai visitato la tua Basilicata anche in auto o in moto? 
"Ho scoperto la Basilicata mano a mano e soprattutto quando ho girato a Basilicata Coast to Coast. All'inizio il rapporto con la mia terra non era cosi consapevole, non pensavo quanto avesse determinato il mio modo di essere. Poi con il film sono entrato in possesso delle mie origini e ho capito molte cose attraversando questo territorio a piedi, senza motore, solo con il motore dell'anima".

Sappiamo però che da ragazzo scorrazzavi con il motorino per la tua Lauria. 
"Ero il copilota di un mio grande amico che non c'è più. Aveva un Lui (lo scooter Innocenti disegnato da Bertone) arancione, una specie di motorino futurista per l'epoca, parlo di 50 anni fa, poi ha avuto delle moto, ed io ero il suo copilota preferito. Ero tassativamente dietro di lui. Si piegava parecchio e io lo assecondavo. Non avevo paura".

Oggi che guidatore sei? 
"Ho un'auto in affitto a lungo termine. La cambio ciclicamente. Ora ho un'Alfa Romeo comoda, confortevole e un po' aggressiva. Non ricordo il modello".

Hai tenuto molte tournée teatrali nel corso della tua carriera. Ricordi un viaggio in auto particolare? 
"Sì, me ne viene in mente uno bizzarro. Ero a Mestre per uno spettacolo e dovevo andare a Parigi per un appuntamento di lavoro con un regista. Era il periodo pasquale. Non mi hanno fatto salire sull'aereo perché avevo il documento scaduto e i treni erano tutti occupati. Non sapevo come arrivare, e allora ho chiesto a un tassista di portarmi a Parigi. Ho pagato 1.800 euro. Ho vacillato. Alla fine mi sono detto 'Vai'. Ci abbiamo messo undici ore. Siamo arrivati il giorno dopo. Tra le persone della produzione si era sparsa la voce che stava arrivando dall'Italia una star in taxi".

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