Roberto Savini è stato riconfermato
all'unanimità, per il mandato 2026-2030, alla presidenza di
Confcooperative Consumo e Utenza. In un mondo "che cambia con
una velocità senza precedenti", la cooperazione "è più che mai
un modello attuale. Siamo un'economia di pace fondata sulla
collaborazione, sul riconoscimento di regole condivise e sul
radicamento nei territori. Proprio nei momenti di crisi le
cooperative hanno sempre saputo offrire risposte concrete", ha
dichiarato Savini.
Il nuovo mandato guarda a tre punti: la promozione di nuova
cooperazione, soprattutto attraverso le comunità energetiche
rinnovabili, il rafforzamento delle grandi imprese cooperative,
chiamate a investire in digitalizzazione, filiere
intersettoriali e innovazione e la valorizzazione del commercio
di prossimità come strumento di coesione sociale e territoriale.
Richiamando l'articolo 45 della Costituzione, che riconosce
la funzione sociale delle cooperative, Savini ha ribadito
l'impegno della cooperazione come patrimonio intergenerazionale
e forza sociale riconosciuta anche dall'Unione Europea nel Piano
d'Azione dell'Economia Sociale. "Ancorati ai valori cooperativi,
continueremo a lavorare per la coesione e per uno sviluppo
sostenibile del Paese".
In un contesto internazionale profondamente segnato
dall'incertezza, dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente,
fino alla crisi energetica globale, è ancora più necessario fare
leva sui valori fondativi del movimento. Confcooperative - un
sistema di 628 cooperative aderenti, 374mila soci, 8mila
occupati e 5,5 miliardi di euro di fatturato - porrà al centro
della nuova stagione transizione energetica, comunità
energetiche rinnovabili, innovazione digitale e contrasto allo
spopolamento.
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