Antonio non vuole più rimandare: prima la conquista aritmetica della Champions, poi chiarezza sul futuro
Pisa, crocevia di una stagione. Per chiudere il discorso Champions e non dover vivere un’altra settimana di attesa e – perché no – anche di tensione. Antonio Conte sale sulla Torre: no, non è l’esperimento di Galileo Galilei, ma due sfere le potrebbe portare lo stesso. La prima guarda al recente passato ed è sicuramente quella che butterebbe giù più volentieri. Contro il Bologna è stato un brutto Napoli, che ha fallito il primo match point con un atteggiamento non da squadra contiana: senza rabbia e senza fame, approccio molle e 0-2 in 33 minuti. Poi i suoi ragazzi l’hanno ripresa e infine ributtata, tra la delusione generale. C’è un popolo che attende di poter festeggiare e una società che aspetta di poter programmare. Ecco, qui entriamo nella seconda sfera da portare sulla torre. Quella che guarda al futuro, che resterà sospesa per qualche altro giorno. La sfida di mezzogiorno darà un quadro più preciso sui tempi, ma è logico pensare che entro dieci giorni tutto sarà più chiaro. Napoli ha fretta di sapere, perché vivere nel limbo non piace a nessuno. E allora c’è bisogno di vincere oggi per centrare l’obiettivo. E cominciare a immaginare quel che sarà o potrà essere. Perché con Conte o senza, Aurelio De Laurentiis vorrà continuare ad avere un Napoli da titolo. Che possa avere le armi per farlo, per lottare e sognare. E il ds Manna è già a lavoro.
enigma
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Conte resta, Conte va. In città non si parla d’altro e forse anche questo ha distratto un po’ i giocatori azzurri. Che adesso hanno finito i bonus, non possono più sbagliare. Successe anche un anno fa - di questi tempi - dopo il pari interno contro il Genoa: il Napoli si giocò l’ultimo bonus scudetto troppo in fretta, ma poi riuscì a conservare quel minimo vantaggio tricolore. Oggi Conte vuole chiudere il capitolo di questo campionato, stregato e condizionato dall’emergenza infortuni. Ritrovare tutto il gruppo a diposizione proprio alla penultima giornata, poi, sembra un ennesimo scherzo del destino. Antonio non tollererà un altro approccio svagato dei suoi: vuole rivedere la fame dei bei tempi, un Napoli fatto di furore e qualità. Anche per tenere fede a ciò che dice la sua storia: se non vince, arriva secondo. Ecco, il valore dei tre punti in palio oggi è enorme. Per il Napoli, certo. Ma anche per lo stesso Conte. Confermarsi al top anche dopo una stagione così complicata, sarebbe il miglior messaggio da portare all’incontro con De Laurentiis. L’ennesima dimostrazione – semmai ce ne fosse bisogno – di quanto Conte sappia spostare gli equilibri nella corsa al vertice. E, chissà, magari anche un nuovo punto di partenza. Perché migliorare, dal secondo posto, significherebbe solo puntare alla vittoria.
orizzonte
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De Laurentiis aspetta il verdetto del campo, non può fare altrimenti. Perché nella programmazione futura è troppo importante il piazzamento Champions. Poi, qualora la missione andasse in porto, Aurelio e Antonio - nei prossimi giorni - potrebbero vedersi per capire se i loro obiettivi sono ancora gli stessi. Il deludente cammino in Champions ha ferito più Conte che il Napoli, perché Antonio era il primo a desiderare un altro tipo di percorso. Così come sta soffrendo oggi a vedere le difficoltà della sua squadra a creare occasioni da gol. Ci ha lavorato e ci lavorerà, perché poi sul campo nulla viene mai lasciato al caso. Ma il tempo degli esperimenti è finito da un po’, ora conta solo la vittoria. Così, dalla cima della torre, l’orizzonte potrebbe essere più nitido. Per tutti.









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