"Porto il mio saluto personale e quello del plotone di…della Procura di Roma". Così ha iniziato il suo intervento di saluto il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, al XXV congresso di Md che si è aperto oggi a Roma. Parole che richiamano quanto detto nei giorni scorsi dalla capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi e accolte con un applauso della platea. "Io credo che questo congresso, specie nel momento in cui ci troviamo, debba rappresentare un qualcosa in più rispetto a quanto noi abbiamo vissuto nell'associazionismo", ha aggiunto il capo dei pm della Capitale.
"Io - ha ricordato Lo Voi - ho avuto l'onore di far parte del Consiglio Superiore della Magistratura tra il 2002 e il 2006. Di quel Consiglio facevano parte il vicepresidente Virginio Rognoni e il professore ed ex ministro Luigi Berlinguer. Ne faceva parte anche il professore Spanger, attuale portavoce dello schieramento del Sì al referendum. Ecco, io faccio fatica, anzi mi riesce impossibile, associare o anche solo accostare i nomi che ho fatto ad un sistema paramafioso, non ce la faccio proprio". "Vorrei che mi spiegassero cosa ci fosse di paramafioso in quel sistema. Delle due l'una: o si capisce poco di mafia o si capisce poco o nulla di magistratura e di Csm e le due cose insieme vanno decisamente poco bene e certamente non ci fanno bene", ha aggiunto.
Grosso, riforma mette in pericolo la vita di tutti i cittadini
"E' in atto un attacco senza precedenti nel nostro Paese al principio di autonomia ed indipendenza della magistratura su cui si regge l'effettività della separazione dei poteri. La riforma Nordio non danneggia i magistrati ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini. Per loro possono vedere drasticamente ridursi gli spazi di tutela dei diritti". E' quanto afferma il presidente del Comitato per il NO al Referendum, Enrico Grosso, nel corso del suo intervento al XXV congresso di Magistratura Democratica che si è aperto questa mattia a Roma.
"Non voglio che i giudici siano ricondotti a quel modello di magistratura gerarchizzata prona alla politica che la Costituzione ha voluto cancellare - ha aggiunto Grosso -. Io voglio un giudice che renda davvero giustizia, che sappia tutelare i diritti dei più deboli contro le prepotenze dei più forti, quelli che di un giudice non hanno alcun bisogno perché hanno la forza di farsi giustizia da sè. La Costituzione è un bene comune, è patrimonio immateriale della Repubblica, ricordiamoci chi l'ha scritta, chi erano i Costituenti, quale era la loro storia, e cosa hanno voluto lasciare al futuro. Nel dubbio la Costituzione non cambiamola, soprattutto se ci dicono di non preoccuparci. Se ci dicono di non preoccuparci, preoccupiamoci di più".
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