Seggi aperti per il referendum sulla Giustizia fino alle 23 e nella giornata di domani dalle 7 alle 15. Boom dell'affluenza. Il dato delle 19 conferma la crescita della partecipazione al voto con una percentuale del 38,9%: quasi di 10 punti in più rispetto al precedente del referendum del 2020 sul taglio del numero dei parlamentari che, nel primo giorno di voto allo stesso orario, aveva fatto registrare una partecipazione del 29,7% degli aventi diritto. Per quanto riguarda gli altri precedenti di referendum costituzionali (nei quali, va ricordato, non è necessario il raggiungimento di un quorum) il dato dell'affluenza delle 19 si conferma da record.
Al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V (nel quale si votò, però, solo in un giorno) l'affluenza alle urne delle 19 era stata al 23,9%. A quello sulla devolution del 2006 alle 19 del 25 giugno aveva votato il 22,4%. Il referendum costituzionale del 2016 sulla riforma Renzi si tenne in una sola giornata e alle 19 aveva votato il 57,24%. Nelle altre consultazioni popolari più recenti, non di carattere costituzionale, ma nelle quali si è votato in due giorni nell'ultima, del 2025, su lavoro e cittadinanza si è registrato un dato del primo giorno alle ore 19 del 16,16% e a quello del 2011 su acqua e nucleare fu del 30,3%.
Alle 12 l'affluenza definitiva è stata del 14,9%. In crescita rispetto ai precedenti delle ore 12 dei referendum costituzionali (nei quali, va ricordato, non è necessario il raggiungimento di un quorum) ad eccezione di quello del 2016 sulla riforma Renzi quando, però, si votò in un solo giorno. Al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V l'affluenza alle urne delle 12 era al 7,8%. A quello sulla devolution del 2006 alle 12 del 25 giugno aveva votato il 10,1%. Il referendum costituzionale del 2016 si tenne in una sola giornata e alle 12 aveva votato il 20,1%. Per quanto riguarda, infine, quello del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari il dato dell'affluenza delle 12 del primo giorno è del 12,2%. Per quanto riguarda le altre consultazioni popolari non di carattere costituzionale, ma nelle quali si votò in due giorni nell'ultima, del 2025, su lavoro e cittadinanza il dato del primo giorno alle ore 12 era del 7,4% e a quello del 2011 su acqua e nucleare era dell'11,7%.
Gli altri dati odierni dell'affluenza verranno diffusi alle 23.
Il referendum è di tipo confermativo: non richiede quindi il superamento del quorum. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all'estero.
Big al voto
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha votato nell'istituto comprensivo Giovanni XXIII-Piazzi, in via Rutelli a Palermo. Il capo dello Stato ha stretto le mani agli scrutatori e al presidente del seggio e ha salutato le persone presenti nella scuola che lo hanno applaudito. Quando il presidente della Repubblica è arrivato nella scuola per votare dalla folla hanno gridato: "Presidente è il nostro orgoglio". Agli scrutatori e al presidente del seggio il capo dello Stato ha detto "Auguri e buon lavoro".
Il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha votato a Verona per il referendum sulla riforma della giustizia. La terza carica dello Stato si è poi recata a Pontida per partecipare alle esequie dell'On.Umberto Bossi, presso l'Abbazia di San Giacomo Maggiore. E' quanto fa sapere Montecitorio.
"L'importanza di andare a votare è vitale per la democrazia: la speranza è che ci sia una grossa partecipazione popolare al referendum sulla giustizia nonostante la brutta campagna, in attesa che venga eliminato o fortemente rivisto al ribasso il quorum anche sui referendum abrogativi, perché la lezione che arriva dalla storia di questi anni è che il quorum è un ostacolo che di fatto ha tolto ai cittadini la possibilità di esprimersi". Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi parlando con le telecamere davanti al seggio di Piazza Forlanini a Roma dove ha votato.
Nicola Fratoianni, esponente di Avs ha votato a Foligno. E' quanto fa sapere l'ufficio stampa del partito.
"Votare è importante perché il referendum è uno strumento che hanno i cittadini per decidere su questioni che riguardano la vita democratica del nostro Paese.
Io credo che, purtroppo, sia diventato un voto non più sui temi, non più sui sette articoli della Costituzione che si vogliono modificare, ma sia diventata una battaglia di parte politica in questi ultimi mesi". Sono le parole del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, all'esterno del seggio della scuola Rita Levi Montalcini, nel quartiere Torre a Mare di Bari, dove poco fa ha votato per il referendum costituzionale sulla giustizia.
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2 ore fa
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