"Se vincono i sì, non c'è qualcuno
che perde: tutti i cittadini italiani hanno un vantaggio da
questa riforma". Così Igor Boni, presidente di Europa radicale,
in occasione della chiusura della campagna sul referendum per la
giustizia a Torino.
"Oggi - spiega - chiudiamo una campagna elettorale, direi la
peggior campagna elettorale che si sia mai vista in questo
Paese, dove invece di ragionare sul merito del quesito
referendario, molto semplice in realtà, si è parlato di
qualsiasi cosa da una parte o dall'altra. Noi insistentemente
con questo gruppo di associazioni che fanno riferimento alla
storia liberale, liberalsocialista del Paese - che nulla hanno a
che vedere col governo, ma che da quarant'anni promuovono la
separazione delle carriere - voteremo sì nel merito del quesito:
avere un giudice terzo e le parti processuali, chi accusa e chi
difende, esattamente sullo stesso piano, come già oggi la
Costituzione prevede, ma nella realtà così non è, è un vantaggio
per tutti i cittadini". Inoltre "utilizzare il sorteggio per
selezionare chi va al Csm slega quel cordone ombelicale mefitico
tra le correnti politiche partitiche che eleggono i propri
rappresentanti in Csm".
"Nel programma del Partito Democratico, nel programma
dell'Ulivo - aggiunge Boni - c'era la separazione delle
carriere. Quindi oggi quel no è un no semplicemente contro la
Meloni, ma contro la Meloni c'è la scheda elettorale politica,
non quella referendaria". Tra le firme all'appello 'Un sì al
Referendum, non al governo', lanciato nei giorni scorsi, anche
quella di Marco Cappato.
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