L'ex attaccante bianconero analizza le difficoltà attuali dell'attacco di Spalletti e le prospettive future: "Dusan se sta bene può essere importante, il francese garantisce 15-20 gol stagionali"
Mentre all'orizzonte si delinea l'ipotesi di una Juventus del futuro con un reparto d'attacco formato da Dusan Vlahovic e Randal Kolo Muani, un grande bomber del passato come Fabrizio Ravanelli ricorda a tutti cosa serve per essere il centravanti titolare della Signora: "Serve fare reparto, pulire il gioco, tenere palla per far salire la squadra e finalizzare. Serve forza fisica, con qualità alla Osimhen o alla Lautaro, e una leadership forte insita nel dna, indipendentemente dai gol. Non si crea con le parole, ma con il modo di agire in partita, con il body language, volendo la palla senza nascondersi e senza paura. Serve sapere cosa fare con la palla tra i piedi".
Fabrizio Ravanelli
ex attaccante
Nato a Perugia nel 1968, ha giocato nella Juventus dal 1992 al 1996, realizzando 68 gol in 160 partite. Era soprannominato Penna Bianca.
Non è Vlahovic l'uomo con queste caratteristiche?
"Lui può stare nella Juventus, è innegabile, ma questo dipenderà dalle strategie della società, che dovrà capire se proseguire con Vlahovic o cercare attaccanti nuovi che possano partire da zero. Dusan è stato criticato in passato: se resta e poi il prossimo anno "cicca" qualche partita, si creano problematiche non costruttive. Se sta bene può essere importante".
Quest'anno, però, non è andata benissimo a chi è partito da zero...
"Hanno sbagliato tutto, ma può capitare di acquistare giocatori che pensavi adatti e poi scopri deboli caratterialmente: quando emergono le debolezze di personalità, vengono meno le certezze a livello tecnico".
Da quando c'è Luciano Spalletti la Juventus ha il secondo attacco d'Italia dietro all'Inter, eppure i centravanti hanno faticato parecchio. Come se lo spiega?
"Semplice: la Juve crea molto e gioca veramente molto bene - soprattutto nell'ultimo periodo sta offrendo il miglior calcio in Italia -, ma purtroppo ha un difetto: come ha registrato la fase difensiva, deve registrare la fase di finalizzazione, perché non sfrutta tutte le occasioni che crea. Non è ancora abbastanza cinica per lottare per lo scudetto, ma sono convinto che possa farlo il prossimo anno".
Quindi con un centravanti più prolifico avrebbe potuto fare ancora meglio?
"Assolutamente sì. La Juve è mancata nella fase di finalizzazione, inutile nascondersi dietro un dito e nemmeno c'è bisogno di puntarlo contro qualcuno, il dito. Il difensore deve difendere, il centrocampista deve correre e costruire, l'attaccante deve finalizzare. E la Juventus ha faticato tutto l'anno a finalizzare".
Può essere Kolo Muani il rinforzo chiave?
"In Italia può fare molto bene e lo ha già dimostrato, garantisce 15-20 gol stagionali: è veloce, con strappo e dribbling, lo vedrei bene. Se si pensa a Kolo Muani-Osimhen, Kolo Muani-Thuram o Thuram-Osimhen, sono coppie che tutti i tifosi juventini vorrebbero".
E Kolo Muani-Vlahovic?
"Secondo me insieme in campo non possono giocare. Più in generale, se si centra la qualificazione alla Champions League, Vlahovic e Kolo Muani non possono bastare, serve qualcosa di più perché le partite sono tante e si deve sempre competere. Alla Juventus non si predilige una competizione lasciandone andare un'altra: si deve vincere anche quando si gioca a carte. E servono giocatori che portino avanti l'idea di gioco di Spalletti".
La Juve non è ancora abbastanza cinica per lottare per lo scudetto, ma l'anno prossimo potrà farlo
Fabrizio Ravanelli
Openda e David che fine fanno?
"Hanno avuto difficoltà insieme a tutta la squadra: le loro prestazioni sono dovute anche a una stagione turbolenta, senza chiarezza nel sistema di gioco. Loro però hanno dimostrato di avere lacune caratteriali. Ho giocato in questo club e ne sono tifoso: oltre alle qualità, per giocare alla Juventus serve dimostrare la personalità per rappresentare uno dei club migliori al mondo, non puoi nasconderti. Sono ragazzi straordinari e l'ambiente non li ha aiutati, però anche se le prestazioni vanno e vengono, è stata preoccupante la mancanza di carattere".
Ecco, a Vlahovic la personalità non manca.
"Sì, è stato spesso pure troppo esuberante, caricandosi di responsabilità non sue: dimostra che è volenteroso e ci tiene. Invece David e Openda sono sembrati un po' timidi e nelle difficoltà si sono chiusi in se stessi senza tirar fuori il carattere per dimostrare il loro valore: chiedendo palla, pressando, correndo per i compagni".
Che Juve vedremo in attacco, invece, fino a fine stagione?
"Credo che il mister aspetterà il recupero completo di Vlahovic e fino ad allora continuerà con Boga e Yıldız: è un attacco che non dà mai punti di riferimento, con l'interscambiabilità dei tre che mette in difficoltà gli avversari. Magari poi verrò smentito, ma di certo il mister sa cosa fare perché è un allenatore straordinario".
Per aumentare la personalità la Juventus pensa anche allo svincolato di lusso Bernardo Silva...
"Parliamo di un giocatore molto bravo soprattutto nell’ultimo passaggio e nel creare superiorità".











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