'Preoccupazione', è la prima parola
scelta dagli italiani per definire l'anno che verrà (37% del
campione), e viaggia di pari passo con 'l'insicurezza' (23%)
anche se, sul finire d'anno, non manca la voglia di resistere
con uno su 4 che si attacca comunque all'ottimismo (25%), e
alcuni citano anche la curiosità e la fiducia (24%). E' quanto
emerge dal Rapporto Coop 2025.
Più gli italiani guardano allo scenario nazionale e
internazionale più la tensione sale e ammanta di negatività le
aspettative.
La maggioranza (43%) utilizza il sostantivo "turbolenza" per
descrivere lo scenario 2026, il 34% sceglie "instabilità",
mentre sarà "stabile" per appena l'1%.
Questa instabilità orienta negativamente anche le previsioni
sull'andamento dei mercati finanziari nel 2026, in forte ribasso
o soggette ad una contrazione significativa per il 38% degli
opinion leader intervistati.
Quanto ai giudizi sui grandi leader: Netanyahu, Putin e Trump,
sono quelli su cui pesano i giudizi fortemente negativi degli
opinion leader intervistati (tutti sopra l'80%), mentre il
premier Pedro Sanchez è considerato il più positivo (65%)
seguito dal premier inglese Keir Starmer (47%) e anche Xi
Jinping raccogliere valutazioni per lo più positive (43%).
Previsioni pessimistiche anche sulle prospettive economiche.
Gli intervistati prevedono nel 2026 una crescita del Pil
prossima a zero (+0,2%) e anche i consumi sono più che stagnanti
(+0,3%). Pochi desideri per i 2026 e fra questi quello di un
figlio riguarda solo un risicato 12% di intervistati fra i 18 e
i 44 anni
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1 giorno fa
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