La spesa previdenziale nel 2024
cresce e supera i 286 miliardi (+7,1%) soprattutto grazie al
recupero dell'inflazione ma grazie all'aumento dell'occupazione
e alla crescita delle retribuzioni monetarie salgono anche i
contributi (a 260,59 miliardi). Benché resti in negativo,
migliora il saldo previdenziale che passa dai -30,72 miliardi
del 2023 ai -25,55 dell'ultima rilevazione.
Lo si legge nel Report su assistenza e previdenza di
Itinerari previdenziali appena presentato che segnala come il
rapporto attivi/pensionati abbia raggiunto quota 1,4758 "il
miglior dato mai rilevato nella serie storica della
pubblicazione".
"Sono dati che descrivono un sistema - si legge - tutto
sommato in equilibrio, ma la cui stabilità futura dipenderà
dalla capacità di fronteggiare la più grande transizione
demografica di tutti i tempi tenendo sotto controllo sia l'età
pensionabile sia l'eccessiva commistione tra previdenza e
assistenza cui si è assistito negli ultimi anni".
"Considerando il forte invecchiamento della popolazione, si
legge ancora, l'obiettivo per l'Italia potrebbe essere quello di
raggiungere un rapporto di 1,6/1,7 attivi per ogni pensionato e,
in effetti, le previsioni per gli anni a venire suggeriscono un
lento ma progressivo miglioramento. Affinché queste stime si
concretizzino, sarà però necessario investire in politiche
industriali che rilancino la stagnante produttività del Paese, e
quindi migliorare le politiche attive per il lavoro, soprattutto
allo scopo di migliorare i tassi occupazionali (sì da record in
Italia, ma pur sempre da fanalino di coda nel confronto con
l'Ue) e arginare il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta
di lavoro".
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2 ore fa
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