Ramos è già indiavolato: Portogallo ai piedi del suo bomber. E il Milan gongola...

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Il neo attaccante rossonero segna il gol decisivo contro la Croazia su assist di Leao. Rafa Leao resta in uscita, ma se gioca così sarà più facile venderlo bene

dai nostri inviati  Fabio Licari e Andrea Ramazzotti

4 luglio - 10:26 - FILADELFIA (USA)

Quello che poteva essere e probabilmente non sarà mai. Il gol che ha lanciato agli ottavi il Portogallo l’ha segnato Gonçalo Ramos su assist di Rafa Leao, ma la prossima stagione il destino dei due non è indossare insieme la maglia del Milan con il connazionale Ruben Amorim. Ramos, acquisto record del club, sarà il cardine dell’attacco, mentre Leao sarà ceduto perché vuole andarsene e non rientra più nei piani. Il popolo del Diavolo dovrà accontentarsi di rivederli con la Spagna e magari nei turni successivi. A meno di colpi di scena, a San Siro non dovrebbe succedere. 

Gonçalo c’è

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Intanto il Milan si gode Ramos. "Se serve un gol negli ultimi minuti ci sono: potete contare su di me". Somiglia vagamente al mister Wolf del film di Tarantino, quello che fa sparire tracce compromettenti. Sarebbero state tracce di uscita dal Mondiale con processi e rimpianti anche per lui, appena 7’ in campo prima della Croazia, all’ombra del totem Ronaldo. Ma Ramos è entrato, ha preso la mira e infilato la porta. Di testa, al 94’ di una sfida oltre le emozioni sostenibili, sul cross perfetto di Leao. Saltando nel cielo nero di Toronto illuminato da uno stacco invincibile tra croati inermi. Primo gol da milanista: "So che spesso riesco a farmi trovare pronto in questi momenti. Avevo detto ai miei compagni di non preoccuparsi: se fossi entrato, avrei segnato. Ho mantenuto la promessa". 

stregone

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Se non lo chiamassero il “pistolero”, o lo “stregone”, Ramos potrebbe essere “il gol che venne dalla panchina”. Ventisette presenze nel Portogallo, debutto alla vigilia di Qatar 2022, e diciassette subentri. Un precario. Solo due partite intere. Undici gol, di cui quattro in due Mondiali. Ma sempre chiuso da Ronaldo. Discorso non diverso nel Psg: Ramos era arrivato nel 2023 con tanti sogni, ma Luis Enrique stava elaborando altre idee, tutte vincenti, come il tridente rotante. "Ogni volta che lo schiero, mi fa capire che sto sbagliando a lasciarlo fuori. Merita più minuti, è un professionista esemplare". Nella finale di Champions contro l’Arsenal, per non smentirsi, Ramos è entrato nei supplementari ed è stato il primo del Psg sul dischetto. Infallibile. "Adoro questi momenti", aveva detto. 

maledizione

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Nel Psg i gol sono 45 in 131 partite, ma sempre in seconda linea. Il Milan da un paio di decenni è alle prese con il problema del centravanti. Dai tempi di Inzaghi e Sheva, esclusi Ibra e Giroud, è stata una striscia di fallimenti e delusioni, Morata e Origi, Gimenez e Kalinic, Piatek e Fullkrug... Come se su quella maglia incombesse una maledizione che soltanto uno “stregone” può spezzare. Il Psg l’aveva comprato dal Benfica per 65 milioni e l’ha rivenduto al Milan per 70. Il sistema storico di Amorim è il 3-4-2-1 ma il suo United ha giocato spesso a quattro dietro. Ramos sarà il terminale. Se lo sarà anche nel Portogallo, contro una Spagna che neanche fa tirare in porta, lo vedremo. Il ct Martinez per ora è rimasto sul vago: "Gonçalo è molto importante, ci sono partite in cui è necessario". 

non solo 9

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Ramos è alto un metro e 85, tiro facile, è potente, agile, ma non è il classico 9 d’area. Ha visione e tecnica, destro educato, ha giocato anche seconda punta o trequartista. Segna ma non disdegna gli assist. "Il gol alla Croazia è stato quasi un gesto d’istinto", ha confessato dopo la sfida. "Cristiano mi aveva detto che sarei stato importante e che avrei aiutato la squadra". Ora la Spagna: "Forte. Ma noi vogliamo vincere il titolo, e chiunque voglia arrivare lontano deve affrontare le squadre migliori. Sarà una grande partita". 

saluti leao

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Per un Ramos che arriva, un Leao ai saluti. L’assist per Gonçalo, più che un bel messaggio per i tifosi milanisti, sarà uno spot per società alla ricerca di un attaccante esterno. Oltre che una buona notizia per il Milan che spera di ricavare tra i 60 e i 70 milioni, “impresa” forse più facile dopo che Rafa contro la Croazia è stato decisivo. Leao vive il Mondiale concentrandosi sul Portogallo e rimandando i discorsi sul futuro. Quelli li hanno già affrontati giovedì il suo rappresentante con i dirigenti rossoneri e la via scelta è quella di separarsi. Era stato Rafa a spiegare "di aver già dato tutto quello che avevo nel Milan. Sogno una nuova sfida in un nuovo campionato. Se dovesse accadere, sarei molto contento". Amorim ha portato una parziale correzione di rotta, ma ormai è tardi. Da Turchia e Arabia Saudita sono arrivati segnali. Lui però vuole l’Inghilterra. Lo United ha chiesto informazioni, ma non ha approfondito, il Barcellona ha preso Gordon. Adesso ci pensa il Tottenham che però come priorità ha Barcola (costosissimo) oppure Savinho e Gakpo. Dopo il cross contro la Croazia, a qualcuno magari verrà l’idea Leao... E il Diavolo lo saluterà.

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