L’ex compagno in nazionale: "È incredibile e ha ancora tanta voglia di alzare trofei. Col Milan? Ora o... magari l’anno prossimo"
C’è un’immagine che rende l’idea del rapporto tra Ivan Rakitic e Luka Modric. Mondiale 2018, ottavi tra Croazia e Danimarca. Pochi attimi prima dei rigori, Rakitic riunisce in cerchio i compagni. Nei tempi regolamentari, Modric aveva sbagliato il penalty che poteva dare la vittoria ai suoi. "Luka ci ha tirato fuori dai guai tante volte, stavolta tocca a noi aiutare lui", il discorso di Ivan. Risultato? Croazia avanti proprio con l’ultimo tiro dagli undici metri di Rakitic. "Era il minimo che potessi fare per il mio amico", racconta oggi l’ex Barcellona, ritiratosi dal calcio giocato a luglio. Non a caso, mentre Rakitic è impegnato nella tappa milanese del World Legend Padel Tour, Modric si palesa a bordo campo a tifare per il connazionale. E a fine partita, abbracci e risate con gli altri campioni del passato al Padel Zenter di Scalo Farini.
Modric ha tre anni in più di lei, non le fa effetto vederlo giocare ancora?
"Sinceramente no, perché Luka è diverso da tutti gli altri. Ha una passione incredibile e fisicamente pare ancora un ragazzino".
Al Milan sperano di goderselo per un altro anno…
"Solo uno? Per come lo vedo io, Modric può andare avanti per altre due o tre stagioni almeno".
Per ora si gioca lo scudetto: ha ancora la possibilità di vincerlo?
"L’Inter ha sette punti in più e ovviamente è la favorita, ma il derby di domenica ha dimostrato che il Milan non è lì per caso e può giocarsi le sue chance. Mancano ancora parecchie partite e nel calcio mai dire mai. Conoscendo Modric, poi, non si sarà rassegnato di certo. Anzi, vi posso dire che ha ancora una gran voglia di alzare trofei".
Non fosse adesso, magari l’anno prossimo? Ha un’opzione...
"Chi lo sa (ride ndr). Ma state tranquilli che se Luka restasse al Milan, lo farebbe per vincere".
Intanto, a Milano si è adattato a fare pure il mediano…
"Perché la prima cosa per lui è il bene della squadra. Se serve che Modric faccia il Gattuso, allora lo fa. È sempre stato intelligente, semplicemente un leader".
A proposito di Gattuso, lei lo ha avuto come allenatore all’Hajduk…
"Un grande. Avevo affrontato Rino da avversario e mi ero subito reso conto fosse un tipo tosto, ma nel senso buono. A Spalato, conoscendolo meglio, ho scoperto che abbiamo tante cose in comune. Entrambi siamo molto esigenti, per esempio".
Si aspetta l’Italia al Mondiale?
"Di sicuro farò il tifo per voi e per Rino. Non è facile, perché i playoff nascondono sempre insidie, giocandosi in partita secca".
E la Croazia, invece? La generazione dei Rakitic, Brozovic e via dicendo non c’è più. Resiste solo Modric, appunto.
"Anche la squadra di oggi è forte e attrezzata. Ci sono giovani interessanti, come per esempio Sucic che gioca da voi, all’Inter. Poi in un torneo così particolare è complicato fare pronostici, ma sono fiducioso".
Abbiamo visto Rakitic cavarsela egregiamente anche a padel, in coppia con l’ottimo Candela: è l’inizio di una nuova carriera?
"Ma no (ride ndr). Giocavo a tennis, quindi mi è venuto naturale provare anche il padel. Il mio lavoro è un altro, all’Hajduk (dt ndr). E sto studiando con l’Uefa Executive Master, anche se non so ancora cosa farò in futuro".








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