Quinto Mondiale F1 e uomo mercato? Perché il 2026 di Verstappen è un anno decisivo

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Il quattro volte iridato ha davanti la grande sfida di portare alla vittoria il primo motore prodotto dalla Red Bull. Ma in caso di bassa competitività del team di Milton Keynes, l'olandese potrebbe anche guardarsi intorno, risultando il pezzo più pregiato del mercato  

Giusto Ferronato

Giornalista

4 marzo - 18:59 - MILANO

"Quando ho visto la macchina pronta per uscire in pista, ho avuto i brividi". Max Verstappen, almeno a parole e dopo 233 GP in F1, sa ancora emozionarsi. Domenica a Melbourne inizia il Mondiale e il quattro volte campione del mondo ha parlato così della RB22, la prima monoposto della storia di Red Bull spinta da una power unit interamente sviluppata in casa, in partnership con Ford. Anche per un pilota esperto come lui non sarà una stagione come tutte le altre, questa è una sfida sportiva importante: lanciare la nuova monoposto della rivoluzione regolamentare e magari portarla subito alla vittoria. 

il pilota riferimento

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L'olandese arriva a questa stagione indossando la consapevolezza di aver appena sfiorato qualcosa di storico. Nel 2025 Max ha messo in scena una delle rimonte più impressionanti che la Formula 1 recente ricordi: 104 punti di distacco da Lando Norris dopo il GP d'Olanda ad agosto, cinque vittorie nelle ultime otto gare, il titolo sfumato per soli due punti ad Abu Dhabi. Otto successi stagionali, più di chiunque altro in griglia. Un campionato perso nei numeri della classifica finale, ma non nell'immaginario collettivo, che invece ha certificato, se ancora ce ne fosse bisogno, come Max resti il riferimento assoluto del paddock. "Sono molto orgoglioso della squadra e dell'incredibile rimonta che abbiamo fatto. Non abbiamo mai mollato", aveva detto dopo il traguardo di Yas Marina. 

sfida power unit

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In quella frase c'era già il seme di ciò che verrà: la sfida 2026 non è semplicemente tornare a vincere, ma farlo in condizioni inedite. Red Bull Powertrains, fondata dopo la decisione di chiudere la partnership con la Honda, è un reparto motoristico nato per competere con colossi come Mercedes, Ferrari, Audi e molto presto Cadillac. Ford ha portato competenze sul motore a combustione, sui sistemi batteria e sul software di gestione dell'energia. Nei test in Bahrain la RB22 ha accumulato chilometri senza problemi di affidabilità, un dato che Verstappen ha salutato con ammirazione: "Vedere la macchina con la nostra power unit completare così tanti giri è stato molto impressionante. C'erano tante facce orgogliose". Il vero banco di prova, però, comincia adesso. I regolamenti 2026 — con l'eliminazione dell'MGU-H e l'introduzione dei carburanti sostenibili — rappresentano il più grande reset tecnico nella storia recente della F1. Per un motorista esordiente come Red Bull, pur con il riassorbimento di tanti tecnici Honda passati alla nuova divisione, significa colmare un gap di esperienza che i rivali hanno già accumulato. I piloti dovranno gestire in modo nuovo la distribuzione dell'energia elettrica, e chi saprà farlo meglio potrebbe fare la differenza da subito. "Non so come andrà a finire - ha ammesso Verstappen - ma abbiamo imparato molto e lavorato per ottimizzare la macchina il più possibile. Quest'anno sarà una sfida particolarmente emozionante". Se Verstappen dovesse conquistare il quinto titolo Mondiale con il primo motore realizzato dalla Red Bull, la dimensione dell’impresa sarebbe ancora maggiore, qualcosa senza tanti precedenti. 

sirene di mercato

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E poi c'è la questione mercato, un filo rosso che sarà ricorrente per tutti nel corso della stagione. Verstappen ha un contratto con la Red Bull fino al 2028, ma per un pilota del suo status esistono clausole di risoluzione legate alla competitività della macchina. Il reset regolamentare, in questo senso, ha un rovescio della medaglia: se la Red Bull non si rivelasse competitiva, un pilota del suo rango potrebbe guardarsi intorno. Non è un mistero che Mercedes lo abbia corteggiato a lungo, con Toto Wolff che non ha mai nascosto il proprio interesse per l’olandese. La Ferrari è contenta con Leclerc e Hamilton, ma resta sempre in allerta, specie si aprisse una finestra di opportunità. L’Aston Martin, qualora risolvesse i problemi di affidabilità che sembrano attanagliarla, può sempre giocarsi la carta Adrian Newey, con cui Max ha vinto tutto in Red Bull. Insomma, il 2027 sarà un anno in cui molti contratti andranno a rinnovo, e se i nuovi regolamenti dovessero rimescolare i valori, Verstappen diventerebbe fatalmente il pezzo più pregiato del mercato. Per ora il focus è Melbourne, una pista che per Max ha un sapore speciale. "Questo circuito ha tanti bei ricordi per me, soprattutto per aver disputato qui la mia prima gara in F1", ha ricordato. Era il 2015, aveva 17 anni. Adesso ne ha 28, quattro titoli mondiali vinti e una sfida davanti che potrebbe ridefinire la sua eredità sportiva. Non è una stagione qualunque. È quella in cui Verstappen potrebbe scrivere il capitolo più importante della carriera. O magari decidere dove andare a scriverlo.

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