Quell'estate del '76 in cui stavano per sbarcare in A Cruijff, Hoeness e Keegan. Ma poi...

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Photographers gather around the halfway line as Johan Cruyff  (1947 - 2016) from the Netherlands and Forward for Barcelona Football Club waves farewell and goodbye to the fans before his final game for Barcelona against former club AFC Ajax on 28th May 1978 at the Camp Nou football stadium in Barcelona, Spain. (Photo by Central Press/Hulton Archive/Getty Images).

racconto

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Boniperti per la Juve andò a Barcellona per convincere il fuoriclasse olandese, ma la Serie A non aveva ancora riaperto ai calciatori stranieri. Così sfumò il sogno di Gianni Agnelli. E anche quelli di Inter e Milan

Furio Zara

Collaboratore

15 gennaio - 13:54 - MILANO

A metà gennaio del 1976 Giampiero Boniperti volò a Barcellona con una volontà ben precisa: strappare un’opzione a Johan Cruijff, per poi convincerlo a firmare per la Juventus. E’ una storia poco nota, che ha lasciato negli annali e nelle cronache del tempo una traccia labile e vaga, come spesso accade con le vicende che rimangono incompiute e di cui si perde memoria. L’affare, va da sé, non si fece. Il motivo è molto semplice. I tempi non erano maturi. La Serie A all’epoca non aveva ancora riaperto le frontiere. Lo avrebbe fatto solo quattro anni dopo, nell’estate del 1980, con la prima infornata di stranieri: da Falcao a Juary, da Krol a Brady, Daniel Bertoni a Prohaska, da Eneas a Van de Korput, in tutto ne arrivarono undici. Nel nostro campionato, in quell’inverno del 1976, vigeva ancora l’autarchia. Le frontiere erano state bloccate dieci anni prima, nel 1966, con una decisione di imperio della Lega a seguito del clamoroso fallimento dell’Italia di Edmondo Fabbri alla Coppa del mondo in Inghilterra, quando la nostra nazionale venne battuta dalla Corea, in quella che viene a tutt’oggi ricordata come la madre di tutte le sconfitte.

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