(Quasi) mille giorni dopo il debutto, Yildiz torna a Udine. Ma ora è lui il simbolo della Juve

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Allegri prima del suo esordio ordinò a Kenan di andare dal barbiere: il calciatore eseguì senza replicare dimostrando di aver compreso lo stile del club. E ora dopo 26 reti in 122 partite, è il giocatore più pagato dei bianconeri

Giovanni Albanese

Giornalista

13 marzo - 18:39 - MILANO

Da giovane promessa a stella di una Juve che ha tanta voglia di tornare a vincere… non è proprio un attimo, ma ci si arriva: a ritmo di gol, assist e giocate importanti. Kenan Yildiz tornerà in casa dell’Udinese ben 937 giorni dopo dal suo debutto in prima squadra. Max Allegri lo buttò nella mischia ad agosto del 2023, inserendolo al posto di Vlahovic: quasi mille giorni dopo da quel momento, il turco è pronto a sancire il definitivo sorpasso sul compagno anche nella leadership di squadra. 

CRESCITA

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Yildiz ha appena rinnovato vedendo lievitare il suo ingaggio fino ai 7 milioni di base e Vlahovic, per rimanere alla Juve (è a scadenza), non potrà andare oltre a questa soglia. Nel frattempo il turco è cresciuto al punto da consolidare la propria centralità nella Juve, saltando da una gestione tecnica a un’altra: da Allegri a Thiago Motta, passando per Tudor e fino ad arrivare a Spalletti, con il quale il 10 ha legato presto e molto di più rispetto agli altri. Fino a questo momento Kenan ha messo a segno alla Juve prima squadra 26 reti, giocando 122 partite. Ma è in piena crescita e lascia ipotizzare un ulteriore salto di qualità nei prossimi anni, sotto tutti gli aspetti. 

JUVENTINO

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La Juve si aggrappa a Yildiz nella corsa al quarto posto. Proprio come nel giorno del suo debutto si affidava a Vlahovic, che in questa circostanza è pronto al rientro in campo dopo lo stop per problemi fisici. Nel periodo d’inserimento, il turco ha compreso bene le regole d’ingaggio e ha mostrato le spalle larghe per reggere le pressioni di un ambiente selettivo come quello della Juve: nel giorno del suo esordio, provando a smorzare i toni e i paragoni (con Del Piero) che arrivarono puntuali, Allegri ordinò a Kenan di ripresentarsi agli allenamenti con i capelli tagliati; il giovane del 2005 eseguì senza replicare, comprendendo a fondo lo stile Juve che - mille giorni dopo – è in grado di rappresentare.

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