Francioni si occupa della preparazione atletica della prima squadra, Di Salvo è capo del “football performance department” dell’Aspire Academy di Doha: sono gli italiani dietro a un progetto che attinge da Senegal, Portogallo, Egitto, Brasile...
13 giugno - 11:33 - HOUSTON (USA)
Il Mondiale del Qatar nasce all’ultimo piano di una torre di trecento metri da cui si vede tutto, persino il futuro. La chiamano “la torcia”, sorveglia Doha dall’alto e attira sguardi curiosi, tempeste di sabbia e specialisti a caccia di occasioni. Tra loro c’è Fabio Francioni, 40 anni, “sport scientist” della nazionale qatariota guidata da Julen Lopetegui. Uno dei pochi italiani sbarcati negli Stati Uniti. Dal 2023 lavora con il Qatar e con l’Aspire Academy, l’isola futuristica dai mille comfort dove la nazionale forma i suoi giocatori. Il progetto attorno a cui ruota la qualificazione al Mondiale. “Mandai un curriculum tre anni fa, volevo fare un’altra esperienza all’estero dopo aver già lavorato in America e in Inghilterra. Ed è andata bene. Adesso mi occupo di tutto ciò che ruota intorno alla preparazione atletica della prima squadra”. Coordinata a Doha da Valter Di Salvo, 62 anni, capo del “football performance department” dell’Aspire, da più di quindici anni al seguito del Qatar. Ha lavorato anche per Lazio, Manchester United e Real Madrid.









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