Capitan America prima della sfida col Belgio: "Gli arrivi al Milan? Ora penso solo alla nazionale, ma mi fanno piacere. Folarin merita di giocare una partita come questa e averlo con noi ci dà una spinta enorme"
Nel cuore della University of Washington, alle porte di Seattle, qui dove gli Stati Uniti si allenano per la partita della vita contro il Belgio, Christian Pulisic prepara una delle sue diavolerie: vuole surfare sull’entusiasmo popolare, verso i quarti e oltre le polemiche furibonde del caso Balogun. "Siamo felicissimi per lui – ha detto subito la stella americana del Milan -. Vederlo con quel sorriso stampato in faccia dice tutto: Folarin merita di giocare una partita come questa e averlo con noi ci dà una spinta enorme".
Pulisic, il Belgio, e non solo, considera questa decisione una grande ingiustizia.
"Se riguardate il fallo, non c'era alcuna intenzione di far male. Ho visto interventi molto peggiori in questo Mondiale. È stato un cartellino estremamente severo. Non siamo stati qui a lamentarci o a fare polemica, abbiamo cercato di comportarci con professionalità e penso che, quando fai così, poi le cose buone arrivano. Non sta a me dire se sia stata fatta giustizia o esprimermi sulle polemiche, ma credo che tanti possano pensare che quella decisione iniziale fosse davvero troppo dura. Noi abbiamo presentato ricorso perché pensavamo ci fossero ottime possibilità che venisse accolto ed eccoci qua: ora la cosa più importante è che Flo possa essere in campo".
Quanto cambia per voi con Balogun in campo?
"Offre sempre una soluzione, rende tutto più semplice. È il nostro capocannoniere, ma eravamo pronti anche a giocare senza di lui. Ci siamo preparati a ogni scenario. Il Belgio è fortissimo, ma non cambieremo il nostro modo di giocare. Vogliamo restare aggressivi e fedeli alla nostra identità. Sappiamo di poter competere, anzi di poter dominare alcuni momenti della gara anche contro le migliori nazionali del mondo".
È la partita più importante della sua carriera?
"Dipende da come la guardi… Ho giocato una finale di Champions, ma con la mia nazionale è una sfida gigantesca. Ogni anno percepisco una crescita del nostro movimento. Avere un Mondiale negli Stati Uniti sta aiutando molte persone a capire davvero cosa rappresenti questo sport nel mondo e tanti stanno diventando sempre più appassionati".
Se qualcuno non è ancora salito sul carro degli Stati Uniti, perché dovrebbe farlo ora?
"Perché siamo americani. È quello che facciamo: crediamo. Crediamo che tutto sia possibile. Crediamo davvero di poter vincere questo Mondiale. Penso che questo sia un ottimo motivo per sostenerci".
Per chiudere, contento di avere al Milan un nuovo allenatore come Amorim e un nuovo partner d’attacco come Gonzalo Ramos?
"Sì, certamente, ma in questo momento esiste solo il Mondiale. Anzi, il Belgio…".











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