Prezzo diesel pesa su camion e professionisti della strada. "Intervenga la Ue"

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Il governo ha ridotto temporaneamente le accise sui carburanti, ma per la Cgia di Mestre il provvedimento non basta, tanto da volere una mossa da parte dell'Unione europea. Dall'inizio dell'anno il prezzo della benzina è salito del 3%, mentre quello del diesel addirittura del 20,9%

Luca Palladino

21 marzo - 17:37 - MILANO

Per cercare di contenere gli aumenti dei prezzi dei carburanti, registrati nelle ultime settimane dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente, il governo ha tagliato fino al 7 aprile le accise di 20 centesimi al litro su benzina e gasolio, quasi 25 centesimi considerando l'Iva. Altra misura decisa dall'esecutivo, solo per alcuni mezzi pesanti, è l'adozione di un credito di imposta legato alla maggior spesa sostenuta nei prossimi mesi rispetto a quella di febbraio 2026. Questi provvedimenti sono stati accolti con favore anche dalla Cgia di Mestre, l'Associazione artigiani e piccole imprese fondata nel 1945 nella città in provincia di Venezia. Si tratta di un'organizzazione sindacale, distinta dalla Confartigianato, che offre servizi e tutela alle imprese, nota per le sue analisi economiche e per studi su burocrazia e fisco. Tuttavia questi interventi nazionali non bastano, tanto che la Cgia di Mestre ha richiesto l'intervento dell'Unione europea, per permettere a ogni Paese di ridurre le tasse sui prodotti energetici. L'associazione ha infatti ricordato come dall'inizio dell'anno il prezzo del diesel sia salito del 20,9%, ovvero 34 centesimi in più al litro (da 1,635 a 1,978 euro). Mentre, la benzina è aumentata del 3% dall'inizio del 2026 (da 1,683 a 1,734 euro). Sempre in confronto al 31 dicembre 2025, per fare il pieno a un autocarro con massa inferiore a 7,5 tonnellate occorrono adesso circa 172 euro in più. Un aumento, che su base annua, può risultare una cifra pari a 12.350 euro per ogni mezzo. Quest'incremento non riguarda soltanto i piccoli autotrasportatori, ma anche taxisti, operatori di bus turistici e Ncc, a cui sono stati aggiunti dall'Ufficio studi della Cgia gli agenti di commercio, ovvero tutti i cosiddetti "professionisti della strada", soggetti che ogni anno percorrono centinaia di migliaia di chilometri. Anche queste attività, a causa della guerra in Medio Oriente, devono fare i conti con il caro dei prezzi del carburante.

Aumenti di diesel e benzina, ma non solo

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Oltre all'aumento dei costi, come personale, assicurazioni, pedaggi e manutenzione, da qualche settimana per le imprese che utilizzano l'automezzo il carburante è tornato a essere un problema importante. Infatti, il gasolio per autotrazione incide in media per il 30% dei costi operativi e il rincaro dei prezzi non ha riguardato solo i carburanti tradizionali, ma anche le ricariche elettriche. Negli ultimi 20 giorni, per ricaricare un mezzo full electric di una flotta il costo è salito da 70 a 100 euro circa, il 43% in più. Inoltre, se trasportatori e aziende di bus turistici possono in teoria confrontarsi con i committenti per adeguare i contratti e compensare i costi, i margini di manovra per taxisti e Ncc sono quasi nulli, visto che le tariffe applicate ai clienti sono regolamentate. Oltretutto, come ricordato dall'Ufficio studi della Cgia, in Italia circa l'80% delle merci viene trasportato ancora su gomma. Pertanto, materie prime, semilavorati e prodotti finiti percorrono ogni giorno la rete infrastrutturale nazionale fino alla consegna finale ai consumatori. Il comparto dell'autotrasporto resta fondamentale per la continuità dell'economia reale, perciò, il costo del gasolio è una delle criticità più importanti. È strettamente correlato alla dinamica dei prezzi internazionali dell'energia e alla componente fiscale nazionale, che incide sul prezzo finale alla pompa. Con costi volatili e margini rigidi nel settore, le imprese si espongono a rischi di sostenibilità economica, specie in presenza di contratti di trasporto a tariffa fissa.

I numeri a livello nazionale

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Su tutto il territorio italiano, il numero complessivo delle attività prese in esame dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre è di 306.807 unità. Tra queste abbiamo 203.742 agenti di commercio, quasi 68.482 autotrasportatori, 31.590 tra taxisti e Ncc, oltre a quasi 2.993 operatori di bus turistici. Per quanto riguarda i dati, le regioni che contano più operatori in questo settore professionale sono la Lombardia con 49.607 unità, poi il Lazio con 29.357 e il Veneto con 29.105. A livello provinciale, quella con più attività è invece la capitale, Roma, con 22.676 unità, seguita da Milano con 19.438 e Napoli con 15.857. Da notare poi l'incidenza del totale delle aziende di tutti questi quattro comparti sul complessivo regionale. La distribuzione di queste attività alla guida è più concentrata infatti sulla dorsale adriatica, con l'Emilia-Romagna in testa con il 7,17%, seguita dalle Marche con il 7,15% e il Veneto con il 7,03%. Regioni rappresentate anche a livello provinciale: la distribuzione è più alta a Bologna (8,7%), poi Ancona (8,56%) e Padova (8,29%).

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