I Gunners ristabiliscono le distanze con un 2-1 di carattere sui Blues. Tutti i gol sono nati da calcio d'angolo. La cura Carrick ha rifatto grande lo United: i Red Devils ora sono al terzo posto
La volata continua con l’Arsenal in testa alla Premier con 5 punti di vantaggio sul Manchester City e una partita in più. I Gunners ristabiliscono le distanze con un 2-1 di carattere sul Chelsea, in un derby di Londra spigoloso all’Emirates deciso dai calci d’angolo, la specialità in cui la squadra di Arteta è senza se e senza ma la migliore in circolazione (qui il nostro focus sul duello Arsenal-City). Dalla bandierina arrivano entrambe le reti della capolista, prima con Saliba a metà primo tempo e poi con Timber a metà ripresa: fanno 16 gol in stagione nati dagli sviluppi di un corner, record della Premier eguagliato. Ha avuto bisogno di tutte le sue magie, l’Arsenal, perché il Chelsea ha dato battaglia, principalmente con Reece James, da un cui corner (perfettamente nel tema della partita) è nato il momentaneo pari dei Blues, un autogol di Hincapie a fine primo tempo. Non è bastato perché l’Arsenal, anche grazie all’evitabile espulsione di Pedro Neto al 70’, ha mostrato di essere superiore al Chelsea, che ha ancora bisogno di crescere prima di pensare davvero di poter competere per il titolo. In questo 2025-26, quell’idea è realizzabile solo per Arsenal e Manchester City, e la loro corsa a distanza continuerà mercoledì nel turno infrasettimanale.
LE CHIAVI
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L’Arsenal alla fine ha meritato. Più completo, più quadrato, più determinato, più sicuro dei propri mezzi. Non è stato perfetto, e quando è successo ci ha pensato David Raya a evitare le conseguenze peggiori. I Gunners però hanno confermato ancora una volta di essere da corsa, di avere così tante opzioni da poter superare anche una giornata storta dell’attacco, una partita normale di Bukayo Saka, un passaggio a vuoto come numero 10 di Eberechi Eze, fenomeno solo quando gioca contro il Tottenham. L’Emirates ringrazia comunque, canta a gran voce per il suo Arsenal con sempre più convinzione che la volata col City si può vincere e che la Premier può tornare dei Gunners dopo 22 anni di attesa. Il Chelsea perlomeno ci ha provato, a dimostrare di valere l’Arsenal: non ci è riuscito per un nuovo peccato di gioventù (Neto, cacciato per due cartellini gialli in 3’, è il 9° giocatore dei Blues espulso quest’anno), per gli errori del portiere Robert Sanchez, compreso quello sul gol del 2-1, per l’incapacità di superare con continuità la miglior coppia di centrali della Premier, Saliba e Gabriel. I Blues restano al sesto posto a quota 45 dopo che l’Arsenal si è confermato l’unica squadra capace di batterli da quando in panchina c’è Rosenior: per guadagnarsi un posto nella prossima Champions dovranno cambiare passo.
LE ALTRE
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La cura Carrick ha rifatto grande lo United: i Red Devils sono ufficialmente la terza forza della Premier dietro Arsenal e Manchester City. L’aggancio all’Aston Villa arriva col 2-1 a Old Trafford sul Crystal Palace, una rimonta in 11 contro 10 nella ripresa (espulso Lacroix, autore al 3’ del vantaggio delle Eagles) firmata da Bruno Fernandes su rigore e da Benjamin Šeško, al terzo centro consecutivo. I Red Devils ora hanno 51 punti in classifica, come l’Aston Villa: da quando è arrivato Carrick viaggiano con 6 vittorie e un pari, la miglior squadra della Premier nella striscia. Continua a fare acqua invece il Tottenham, che perde anche la seconda partita dell’era Tudor arrendendosi 2-1 al Fulham: gli Spurs in Premier sono al 4° ko di fila e hanno una striscia aperta di 10 gare senza vittorie. Restano quintultimi, il margine sulla retrocessione sempre di 4 punti, grazie anche al ko del Nottingham Forest quartultimo in casa del Brighton. Il 2-1, seconda sconfitta su due in Premier per il nuovo tecnico Pereira, viene deciso già nei primi 15’. I Seagulls, che mercoledì aspettano l’Arsenal capolista, sono al secondo successo di fila.










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