Le aspettative di inflazione restano ben ancorate. Lo dice il presidente della Fed Jerome Powell, ribadendo l'impegno della banca centrale a raggiungere l'obiettivo di un'inflazione al 2%.
C'è un ampio consenso sul fatto che la Fed deve essere indipendente per condurre la politica monetaria, aggiunge Powell, sottolineando che non ci sono segnali sul fatto che i precedenti acquisti di bond da parte della Fed abbiano avuto un effetto inflazionistico.
"Il mondo si trova ad affrontare l'ennesimo shock": la guerra in Medio Oriente "sta offuscando le prospettive di molte economie che avevano appena iniziato a mostrare segnali di ripresa dalle crisi precedenti. Lo shock è globale ma asimmetrico", afferma intanto il Fondo Monetario Internazionale, sottolineando che "sebbene la guerra può plasmare l'economia in modi diversi, tutte le strade portano a prezzi più elevati e una crescita più lenta".
Una guerra di breve durata "potrebbe far impennare i prezzi del petrolio e del gas prima che i mercati riescano ad assestarsi, mentre" un conflitto prolungato "potrebbe mantenere alti i costi dell'energia e mettere sotto pressione i paesi che dipendono dalle importazioni", spiega il Fondo, mettendo in evidenza che non è da escludere uno "scenario intermedio - con tensioni persistenti, energia costosa e un'inflazione difficile da domare - caratterizzato da un'incertezza continua e da rischi geopolitici".
Il Fmi osserva quindi come "molto dipende dalla durata del conflitto, dalla sua estensione e dall'entità dei danni alle infrastrutture e alle catene di approvvigionamento".
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