Tre anni fa la
documentarista premio Oscar Laura Poitras vinceva il Leone d'oro
per il miglior film con Tutta la bellezza e il dolore - All the
Beauty and the Bloodshed, dedicato alla grande fotografa Nan
Golding e alla sua battaglia contro la famiglia Sackler
proprietaria della società farmaceutica Purdue Pharma, per suo
ruolo nell'epidemia di oppioidi negli Stati Uniti. Stavolta la
cineasta torna alla Mostra del cinema di Venezia fuori
concorso, firmando con Mark Oberhaus Cover-up, film non fiction
su uno dei più grandi giornalisti d'inchiesta americani, Seymour
M. Hersh, arrivato al lido insieme ai due autori.
"L'idea di raccontarlo mi è venuta nel 2005 - spiega Poitras
- nel contesto della catastrofica guerra americana in Iraq di
allora, e del fallimento del giornalismo mainstream nel
raccontare quello che accadeva veramente. Il lavoro di Sy era
una delle rare eccezioni che stava contrastando la narrazione
attorno a quella guerra. Un impegno che non solo mostrava
l'importanza del lavoro di Sy nel dire la verità, ma anche
l'importanza del giornalismo investigativo per la società, e le
conseguenze del suo fallimento, del suo collasso", osserva. "Mi
sentivo così nel 2005, e mi dispiace davvero tanto dirlo. Provo
la stessa cosa oggi, mentre assistiamo alla catastrofe di Gaza,
all'incapacità della stampa mainstream di raccontarla in modo
esaustivo, anche di fronte all'assassinio di giornalisti sul
campo. Purtroppo, il film è molto attuale e sono molto onorata
che Sy abbia accettato di girarlo".
Hersh, classe 1937, reporter in passato per testate come
Associated Press, New Yorker e New York Times, ha vinto in
carriera numerosi premi giornalistici, compreso il Pulitzer, per
le sue inchieste che hanno svelato crimini, segreti, coperture e
trame degli apparati militari e dell'intelligence, dalla guerra
del Vietnam ad Abu Ghraib. A chi gli chiede come sia sempre
riuscito a trovare le fonti per raccontare la verità, il
giornalista spiega che "ci sono persone nelle varie componenti
del governo, dello Stato, dei servizi segreti, delle forze
militari, della diplomazia, che sono fedeli al loro giuramento
alla democrazia e che dopo essere state coinvolte in affari
oscuri, anche operazioni di intelligence supersegrete, poi si
pentono. Quello che si deve fare è trovare quelle persone e
riuscire a parlare con loro". C'è "ancora integrità in America,
anche adesso - sottolinea - ma è vero che anche la stampa sta
vivendo una crisi", perché l'attuale presidente degli Stati
Uniti "è un uomo che secondo me vuole restare in carica per
tutta la vita, che vuole rimanere Comandante dell'America".
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