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Dopo il podio nel 2025 Tadej punta la Parigi-Roubaix: l'unica Monumento che gli sfugge. Per riscrivere la storia del ciclismo e raggiungere Merckx
Eddy Merckx, sempre lui. Poi Roger De Vlaeminck, e Rik Van Looy. Tre belgi. Gli unici tre al mondo ad aver vinto tutte e cinque le Monumento. Per anni ci siamo raccontati che ormai non era più possibile per un solo corridore vincere cinque corse così lontane tra loro per indole, caratteristiche, filosofia e collocazione nel calendario: il ciclismo era andato verso la specializzazione più feroce, l’era dei fenomeni capaci di vincere su tutti i terreni sembrava ormai tramontata. Del resto ci raccontavamo anche che non era più possibile negli anni Duemila vincere Giro e Tour nello stesso anno. Poi è arrivato Tadej Pogacar, e tutti i nostri discorsi li ha spazzati via. Ha vinto Giro e Tour nello stesso anno, relegando la doppietta di Marco Pantani al ruolo di precedente storico, e adesso è seriamente intenzionato a completare la collezione delle Monumento. A questo punto gli manca soltanto la Parigi-Roubaix. L’anno scorso, al debutto, era rimasto da solo con Mathieu van der Poel - sempre loro, come ti sbagli - ma è caduto togliendosi la chance di domare l’Inferno del Nord da assoluto principiante. Gli manca soltanto la Roubaix, e la domanda è ovviamente una: riuscirà a prendersela? O è la classica francese l’unica Monumento destinata a resistergli? Ormai è quello che si chiede tutto il mondo del ciclismo. E dopo quello che si è visto alla Sanremo, immaginiamo che i sostenitori del "no, la Roubaix è troppo per lui" siano ormai in via di estinzione. Proviamo comunque a capire cosa può succedere.











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