"È stata una gara pazzesca, durissima
sin dall'inizio. Poi è stata un po' d'attesa, ma bisognava
sempre continuare a spingere sui pedali. Ero contento perché nel
nostro gruppetto abbiamo più o meno collaborato: è stato un
vantaggio per me". Lo ha detto Tadej Pogacar dopo il terzo
successo al Giro delle Fiandre, dove ha cercato di sfidarlo il
meglio del ciclismo mondiale: Mathieu van der Poel, arrivato
secondo dopo mezzo minuto, Remco Evenepel, terzo, Wout van Aert,
quarto, e Mads Pedersen, quinto a quasi tre minuti.
"Non corro molto, quindi quando lo faccio sento la pressione
di dover vincere - ha proseguito lo sloveno, che in questo 2026
ha già vint la Strade Bianche e la Milano-Sanremo -. Finora
tutto è andato alla perfezione, quindi posso essere più che
soddisfatto. Arriverò alla Roubaix la prossima settimana
motivato, ma cercherò di godermi il pavé". E' quella l'unica
classica monumento che manca nel suo palmares e viste le sue
condizioni non è difficile prevedere che possa riuscire a
colmare già la lacuna.
Nei 278 chilometri tra Anversa e Oudenaarde, tra muri e pavè,
erano molte le insidie per il campione del modo, anche per
l'esordio nella corsa di un campione come Evenepoel. Come sua
consuetudine, Pogacar è andato all'attacco a grande distanza dal
traguardo, staccando tutti con un'accelerazione sulla seconda
delle tre salite dell'Oude Kwaremont, a 57 chilometri
dall'arrivo. Solo van der Poel ed Evenepoel gli sono stati
dietro ma il belga è stato staccato sulla salita successiva, il
Paterberg. L'olandese ha tenuto ancora il ritmo del leader prima
che lo sloveno sferrasse l'offensiva decisiva sull'ultima
salita dell'Oude Kwaremont. Arrivato in cima con sei secondi di
vantaggio, Pogacar lo ha ampliato sempre più prima del traguardo
per un ennesimo arrivo solitario e vincente.
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2 ore fa
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